Caso Pam Panorama «Chiarezza sui piani e i posti di lavoro»
Eleonora Alboresi
Una protesta che parte da lontano, nel 2009, quando Pam Panorama decise di dare disdetta di un contratto integrativo aziendale, e che ha portato man mano al totale sgretolamento dei rapporti con la proprietà.
«Da gennaio a giugno – hanno spiegato Cinzia Pinton di Filcams Cgil e Pascale Milone di Fisascat Cisl – ci siamo battuti perché l’azienda a nostro avviso aveva applicato in modo discriminante la cassa integrazione, che anziché essere estesa a tutti i lavoratori era stata indirizzata unicamente verso gli esuberi. Oggi ci ritroviamo nella stessa situazione. A pesare, inoltre, è la decisione unilaterale di internalizzare le attività di pulizia assegnandole al personale dipendente. Questo porta da una parte a lavoratori costretti ad eseguire mansioni non di loro competenza, e dall’altra a pesanti conseguenze occupazionali per gli addetti in appalto».
A motivare la vertenza, che sta proseguendo anche con la distribuzione di volantini davanti al punto vendita sassolese e in piazza Martiri Partigiani: i licenziamenti, la disdetta del contratto integrativo, le condizioni di lavoro non sostenibili e centinaia di posti a rischio per i lavoratori in appalto. «Ciò che chiediamo – ha dichiarato Fabrizio Sponza, RSA e fornaio al Pam Panorama di Sassuolo dal 2002 – è che ci venga detto che futuro abbiamo e che piani ha per noi l’azienda. Hanno aperto licenziamenti e mobilità e ci stanno sobbarcando di lavoro: vogliamo riaprire i rapporti e smettere di essere tagliati fuori».
E ora, nell’attesa di riuscire ad instaurare una comunicazione costruttiva con la proprietà, gli obiettivi sono due: sensibilizzare la cittadinanza (volantinaggio in programma anche il 30 e 31 dicembre) e chiedere l’intervento del sindaco, che si era già interessato in passato. A Menani sindacati e lavoratori chiederanno di riprendere in mano anche le vertenze in sospeso, come quella dei rider. «Siamo preoccupati per la situazione attuale – ha concluso Monica Morandi, RSA del supermercato – Il punto vendita di Latina a fine luglio è stato chiuso, con tutti i dipendenti che chiaramente sono stati abbandonati a loro stessi, ed è stata aperta una procedura di licenziamento collettiva anche a Firenze; tutte decisioni prese unilateralmente dall’azienda».
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