La Provincia sfratta l’Avap: «Sei mesi per lasciare la sede»
Tomei vuole costruirci la palestra per le scuole superiori con un nuovo progetto Il presidente Iori: «Neanche una telefonata, assurdo trattarci così in pandemia»
Daniele Montanari
Pavullo. Una lettera di “sfratto” che dà sei mesi per trasferire l’attività sviluppata in 26 anni. È un Natale amaro per l’Avap Croce Verde di Pavullo, dopo la comunicazione ricevuta lunedì dalla Provincia.
Con essa il presidente Tomei ha formalmente disposto la disdetta del contratto di comodato gratuito sottoscritto nel 1995 (tra l’allora presidente Avap Tonino Parenti e il presidente della Provincia Graziano Pattuzzi) per la concessione del piazzale di fronte all’istituto Cavazzi e della vecchia casa del custode per farvi la sede dell’associazione di volontariato. Allora aveva due ambulanze e una macchina, adesso conta 28 mezzi su cui ruotano giornalmente più di cinquanta persone nella più grande pubblica assistenza della montagna, con 100 soci operativi e 400 iscritti. Un servizio prezioso sempre, ancor più da due anni a questa parte ormai per l’emergenza Covid.
«Decorsi sei mesi dal ricevimento della presente – si legge nella lettera – il comodato cesserà di produrre ogni effetto. Pertanto, entro tale data la vostra associazione dovrà restituire alla Provincia i locali ad oggi adibiti a sede». E questo per costruire lì la nuova palestra per le superiori, secondo un progetto diverso e più ampio (si parla di una spesa di un milione) rispetto a quello concordato con il Comune già a fine 2015, che prevedeva un fabbricato da 600mila euro (250mila dalla Provincia, 200mila dal Comune e 150mila dalla Fondazione Crmo)da costruire sul retro in un vecchio campetto inutilizzato davanti alla vecchia palestra.
L’Avap ha in programma un trasferimento alla Casa del Volontariato che verrà costruita in via Serra di Porto. Ma ci vorrà almeno un anno e mezzo o forse due per realizzarla: tra sei mesi dunque non saprà dove andare.
«Questa lettera ha fatto infuriare tutti qui – sottolinea il presidente Avap Andrea Iori – Tomei non ci ha fatto neanche una telefonata per dirci che ci avrebbe mandato via. Due mesi fa quando un ingegnere della Provincia ci ha parlato di queste intenzioni noi abbiamo detto chiaramente che non eravamo in grado di spostarci finché la Casa del Volontariato non sarà pronta. La sede di una pubblica assistenza non si può improvvisare: servono parametri che permettano l’accreditamento in Regione, va valutata la logistica, serve il ponte radio... È assurdo trattarci così, senza un confronto. Tomei ha detto più volte di apprezzare il lavoro dei volontari e poi ci liquida con questo regalo di Natale, che mette altre preoccupazioni tra volontari che ne avrebbero già abbastanza nel fronteggiare il Covid in prima linea. Ringrazio invece il sindaco Venturelli, che appena saputa la cosa ha detto che tenterà di mediare. Io comunque sono intenzionato a portare il caso a Roma all’attenzione del presidente nazionale Anpas Fabrizio Pregliasco, che conosco bene».
«Le pubbliche assistenze non sono a disposizione del presidente della Provincia ma fortunatamente sono al servizio del cittadino – commenta un gruppo di volontari – anche quando Tomei ci manderà sotto a un ponte, noi continueremo comunque a erogare i nostri servizi alla collettività».
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