Patologie polmonari, donato il super strumento che migliora le diagnosi
Alfonso Scibona
Come previsto nel piano di investimenti tecnologici 2021, anche grazie al supporto della Fondazione Ospedale di Sassuolo Onlus, è stato collaudato e sarà attivo in ospedale da gennaio “Ebus”, un innovativo sistema per videobroncoscopia che servirà per implementare la tecnica ultrasonografica endobronchiale eco-guidata per migliorare la diagnosi delle patologie polmonari, in particolare le neoplasie.
«Vorrei ringraziare innanzitutto la dottoressa Micol Pifferi e la Fondazione ospedale di Sassuolo onlus per la donazione di 80mila euro che ammortizzano la spesa complessiva di 171mila tra acquisto, accessori e allestimento – ha detto il direttore generale dell’ospedale sassolese Stefano Reggiani – e spero che questa collaborazione continui anche in futuro per avere sempre strumenti all’avanguardia in struttura».
“Ebus” è il primo strumento di questo tipo presente in zona e verrà utilizzato all’interno della rete provinciale di broncoscopia. Una volta a regime, “Ebus” garantirà l’esecuzione di circa 100 procedure l’anno. «Siamo felici di questo risultato – ha detto Pifferi – perché per noi il Natale è “dono e speranza”. Dotare l’ospedale di Sassuolo di questa strumentazione è speranza perché se ne gioveranno i cittadini. Sono stati loro, oltre alle aziende, a continuare a donare e consentire questo risultato».
«Una pandemia di tipo respiratorio – ha aggiunto il dottor Ercole Turrini, responsabile della Pneumologia dell'ospedale – è più facile da combattere con questa strumentazione che consente tempo ridotti per le visite sia attualmente che in futuro, sia a Sassuolo che nel resto dell’area sud dell’Asl di Modena, con risultati che si potranno avere in tempo reale».
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