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Salvarono un uomo Premiati due agenti

Elena Pelloni
Salvarono un uomo Premiati due agenti

Intervento a Marano di Alessandro Piacentini e Matteo Solmi Il comandante Marullo: «Riconoscimento a tutto il gruppo» 

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Elena Pelloni

vignola. Hanno aiutato una persona in difficoltà, dissuadendola dall’atto estremo di togliersi la vita. Questo gesto di Alessandro Piacentini e Matteo Solmi, due agenti del Corpo unico di Polizia locale dell’Unione Terre di Castelli, ha valso loro un’onorificenza, consegnata a in occasione del convegno nazionale della Polizia locale, tenutosi a Riccione l’11 dicembre.

«Sono riconoscimenti che non premiano soltanto i singoli agenti, i quali hanno svolto un lavoro encomiabile in quell’occasione – spiega il comandante, Pierpaolo Marullo – ma vanno a beneficio di tutto il Corpo di Polizia, poiché questo è un lavoro che funziona soprattutto quando si fa in squadra».

È giustamente orgoglioso, il comandante Marullo, per quanto riconosciuto agli agenti Piacentini e Solmi. L’occasione che ha portato all’onorificenza è stata però particolarmente difficile da gestire. Alla centrale operativa è infatti arrivata una chiamata che a, prima impressione, non faceva destare il minimo sospetto. «La pattuglia è stata chiamata a intervenire, il 20 agosto per un abbandono rifiuti nei pressi di un ristorante dismesso nella zona fluviale di Marano – illustra il comandante – I due agenti, dopo un primo sopralluogo, hanno notato dei rumori strani provenire dall’interno dell’edificio abbandonato. Avvicinandosi, hanno visto un uomo in circostanze che sono parse da subito chiare».

Marullo specifica che Alessandro Piacentini e Matteo Solmi hanno dapprima cercato di instaurare un dialogo con l’uomo per farsi spiegare le ragioni che l’avevano portato a trovarsi in quella circostanza. «La persona era visibilmente in difficoltà – prosegue – Piacentini e Solmi hanno mantenuto un contatto costante con l’uomo riuscendo a distoglierlo dal suo intento».

Sono situazioni alle quali la Polizia locale è preparata grazie a specifici corsi di addestramento. «Non è la prima volta che interveniamo in casi simili – aggiunge – E ogni volta capiamo quanto sia importante lavorare insieme. Le forze dell’ordine sono spesso chiamate a intervenire per prime in casi come questi. Ed è importante mantenere un contatto con la centrale, dalla quale possono arrivare rinforzi in caso di bisogno».

È stato il dialogo, l’unico mezzo utilizzato dai due agenti in quel frangente. Un dialogo che ha permesso prima di cucire un rapporto umano tra i tre uomini e poi di dissuadere la persona dal commettere un atto estremo. «Casi come questi, vengono vissuti dai singoli agenti con adrenalina e spirito di Corpo – conclude Marullo – Conoscono il peso della divisa che indossano e quindi si buttano, senza esitazioni. Ma dopo, a mente fredda, i riconoscimenti aiutano a consolidare quelle esperienze, a trovare una soddisfazione a fronte di un lavoro che è spesso molto duro e a, volte, visto con diffidenza. La solidarietà e l’apprezzamento dei colleghi, poi, sono elementi che danno nuova linfa alle motivazioni dei singoli».

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