Stanziati tre milioni per riaprire il teatro Politeama Un anno di lavori
Chiuso da tempo, serve una riqualificazione urgente Si attende anche per il Carani, dove il cantiere è slittato
Alfonso Scibona
Una della opere annunciate nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale, da realizzarsi nel prossimo anno, è il ripristino e riutilizzo del teatro Politeama di via Farosi. Entro il 2022.
Una scadenza che potrebbe portare alla città, nello stesso anno, due inaugurazioni: quella del teatro Carani, in via di restauro, con i lavori che sono slittati di un anno causa covid e che dovrebbe riaprire nell'autunno prossimo; questa nuova idea dell’amministrazione comunale, che ha messo a bilancio 3 milioni di euro per lo scopo. Due teatri per una città che oggi è a zero sarebbero davvero una notizia molto interessante, anche sul fronte dello sviluppo culturale.
Il Politeama sociale venne costruito da una cooperativa oltre un secolo fa, ed inaugurato il 12 ottobre 1912, con la messa in scena dell'opera lirica “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni e, successivamente con l'altra opera, “I Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo. Nel 1935 venne definitivamente acquisito dal Comune di Sassuolo, che lo trasformò dapprima in “Casa del fascio” e, nel secondo dopoguerra, a sala da ballo, alla quale venne dato il nome in dialetto “Caldiròun”.
Nel 1964 il Politeama sociale viene venduto al Banco San Geminiano e San Prospero (istituto bancario oggi confluito nel Banco BPM) con la sede di via Mazzini adiacente proprio al teatro, che avrebbe voluto cambiarne ulteriormente la destinazione d’uso, trasformandolo in centro di attività direzionale, ma il progetto, redatto da un noto architetto sassolese, non venne mai portato avanti e, successivamente, nel 2003, l’amministrazione comunale ricomprò l’ex Politeama sociale al prezzo di mezzo milione di euro.
Acquisto cui non seguirono nei fatti gli intendimento che erano stati ipotizzati al momento dell'acquisto, visto che gradatamente la struttura è caduta in un degrado totale. Un segnale di ripristino, per la verità, arrivò con la giunta del sindaco Luca Caselli, che poche settimane dopo la sua elezione, lo aprì al pubblico (dopo una breve pulizia degli interni visitabili) nel programma della “Notte bianca”, organizzata quell'estate. Poi più nulla. Adesso si torna a parlare di riapertura e di riutilizzo e per gli amanti dello storico locale (oggi tutti coi capelli bianchi...) c’è un sussulto di ricordi. Tra il dire ed il fare, inoltre, c’è anche la Soprintendenza, visto che l’edificio è sotto tutela come bene storico, anche se andando avanti di questo passo, cadrebbe a pezzi.
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