La lezione di Daghio «Mai arrendersi»
Intitolato il parco e scoperta la statua del campione Il fratello: «Dava agli altri senza chiedere nulla in cambio»
Mauro Pinotti
NOVI. Il Parco e la statua intitolati a Cristian Daghio, il campione mondiale di Muay Thai, originario di Sant’Antonio, morto nel 2018 dopo un combattimento sono – come ha sottolineato il sindaco Enrico Diacci – “il simbolo di quella tenacia, vigore e perseveranza, che fanno di certi atleti qualcosa di straordinario”.
Ieri pomeriggio nei pressi del PalaRotary, alla presenza delle varie rappresentante istituzionali, civili e militari, si è svolta l’intitolazione del Parco a Cristian Daghio, morto sul ring a 49 anni, oltre alla presentazione della statua, realizzata dall’artista Aida Bertozzi del Faenza Art Ceramic Center. Presente anche uno dei fratelli di Cristian, Simone che ha letto un commovente messaggio.
La cerimonia ha visto l’intervento anche di Gian Piero Merendi, presidente di Faenza Art Ceramic Center e di un’amica d’infanzia di Cristian. «Mi piace pensare – ha continuato il sindaco Diacci – che questa intitolazione e la statua possano trasmettere ai visitatori un messaggio: un’espressione di chi crede in ciò che fa fino alla fine».
Il fratello Simone nel suo struggente messaggio ha detto: «Quando Cristian entrava in una stanza, questa si illuminava, si accendeva, influenzava le persone semplicemente con la sua presenza. Tutti ricordano la grandezza del suo cuore. Nonostante la sua fama era una persona umile e non disdegnava di tornare nel suo paese a mangiare tigelle e gnocco fritto con gli amici. Dava senza chiedere nulla in cambio: aiutare chi gli chiedeva una mano era la sua natura».
La parola è passata a Gian Piero Merendi che si è dichiarato “orgoglioso di aver fatto parte di questo evento”. Accorato l’intervento dell’artista Aida Bertozzi, che ha spiegato come è nata la sua opera nonostante i problemi legati ad un intervento chirurgico al “Rizzoli”: «Ho lavorato con le stampelle ma alla fine ce l’ho fatta. Mi sono ispirata allo sport praticato da Cristian in un momento intimo, quasi di preghiera, prima di combattere».
Al termine il ricordo di un’amica di famiglia del campione scomparso. Il parroco don Alex Sessayya ha impartito la benedizione al parco e alla bellissima statua: «Io vengo dall’India, la Thailandia è vicina di casa - Cristian riusciva a dialogare e a far sentire bene tutti quelli che lo circondavano – ha detto don Alex – Per me essere qui è un onore». La cerimonia è stata accompagnata dall'esibizione della Filarmonica novese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
