Demolizione contestata di Palazzo Paltrinieri: «Niente risarcimenti»
Bocciato il ricorso basato sulla falsità dell’ordinanza «Fu fatta solo dopo i lavori, non può aver causato il danno»
CAVEZZO. La storia di palazzo Paltrinieri continua ad animare le aule di tribunale. Se nel procedimento penale sono arrivate quattro assoluzioni, ora anche i giudici del Tar bocciano il ricorso dei proprietari che chiedevano un risarcimento del danno. Perché quel palazzo venne demolito dai vigili del fuoco senza un atto formale che li autorizzasse ad intervenire visto che l’ordinanza dell’ex sindaco, Stefano Draghetti, arrivò solo l’8 giugno 2012, quando tutto era già completato mentre gli inquilini apprendevano dalla tv dell’intervento.
Nel 2016 l’ordinanza è stata annullata dal Tar “sulla base della falsità in punto di fatto in essa rappresentata” e di fronte al provvedimento i proprietari hanno fatto richiesta di risarcimento. Contro il ricorso si sono costituiti il Comune e il sindaco come ufficiale del Governo e del ministero dell’Interno. E al termine di un’articolata analisi i giudici di Bologna hanno valutato che non vi siano gli estremi per accogliere la domanda risarcitoria.
La demolizione di palazzo Paltrinieri – ricostruisce il Tar – è avvenuta in parte il 7 giugno e in parte l’8 giugno 2012, comunque prima della sottoscrizione dell’ordinanza di demolizione, atto quest’ultimo, “secondo quanto da loro stessi dichiarato, emesso dal sindaco ad abbattimento dell’edificio già operato, al solo fine di sanare formalmente la situazione. Pertanto, come correttamente eccepito dall’amministrazione, i danni lamentati dai ricorrenti e connessi alla demolizione, non possono certamente ricondursi causalmente all’ordinanza del sindaco annullata dal Tar, essendo tale ultimo atto stato emesso a demolizione già ultimata”.
Le cause del danno sono imputabili al terremoto o alla demolizione e quindi non all’ordinanza. E “da ciò consegue che la domanda di risarcimento, per come articolata, non può essere accolta”. I giudici però lasciano aperta una alternativa, suggerendo eventualmente ai proprietari di intraprendere altre strade dove dimostrare la connessione tra i vari fatti, ma avvertendoli che nel processo penale ex sindaco e tecnici sono stati assolti. Vista la singolarità e la novità della vicenda il Tar ha disposto la compensazione delle spese giudiziarie.
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