Bper, accordo per i 1.700 esuberi I dipendenti diventano oltre 17mila
Un’assunzione ogni due uscite con la stabilizzazione di 300 contratti a termine: sindacati soddisfatti
Stefano Turcato
Secondo tradizione, aldilà delle moderate scaramucce iniziali, le trattative sindacali delle banche si chiudono quasi sempre serenamente con soddisfazione reciproca. È accaduto una volta di più nel caso di Bper Banca: siglato l’accordo con i sindacati a conclusione del processo che riguarda gli organici con 1.700 uscite di lavoratori anche mediante il Fondo di solidarietà di settore. L’accordo prevede anche l’adeguamento del contratto integrativo dei dipendenti ex Ubi ed ex Intesa Sanpaolo assorbiti in Bper dopo l’acquisizione di circa 600 sportelli da Intesa Sanpaolo. Attualmente i lavoratori di Bper sono oltre 18mila e al termine dell’attuale Piano industriale, vale a dire nel 2024, diventeranno oltre 17mila.
«Nell’ambito dell’accordo – ha comunicato Bper – sono state definite 550 nuove assunzioni, anche con specifiche competenze professionali, e la stabilizzazione di 300 contratti a termine, con attenzione verso i territori ove è presente il Gruppo. Concordate nuove previsioni in tema di previdenza complementare, assistenza sanitaria e altri aspetti normativi per i lavoratori della Capogruppo. Un nuovo accordo di Gruppo è riferito alla mobilità territoriale».
«Sono molto soddisfatto degli accordi raggiunti – ha commentato l’Ad Piero Luigi Montani – che costituiscono un’importante premessa per le nuove sfide che il Gruppo sarà chiamato ad affrontare con il Piano Industriale 2022-2024. Tali accordi consentiranno, tra l’altro, l’ingresso di nuove risorse, a sostegno anche dell’occupazione giovanile e in un’ottica di ricambio generazionale. Sottolineo l’importante armonizzazione di alcuni trattamenti economici e normativi che riguardano le varie aziende coinvolte dalle recenti operazioni straordinarie».
Molto soddisfatte le organizzazione sindacali.
«Il pacchetto di accordi sottoscritto rispetta le persone, valorizza le storie contrattuali, riserva attenzione ai territori e proietta Bper verso il futuro. Ora ci aspettiamo di concludere l'armonizzazione e di confrontarci sul nuovo Piano industriale», commenta il segretario nazionale della Fabi, Mattia Pari.
Giudizio positivo anche della First Cisl su questo accordo che assicura il ricambio generazionale: «Viene confermato il rapporto di un'assunzione a fronte di due uscite per le aree del Mezzogiorno, Sardegna e parte del Centro Italia (Abruzzo, Toscana, Umbria), ampliando, rispetto all'accordo dell'ottobre 2019, l'ambito territoriale vincolato a questo parametro». Commenti positivi anche da parte del sindacato Fisac.
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