La protesta si sgonfia Al Novi Sad 40 no vax
Nessuna correlazione, nessuna sanzione. In un Novi Sad deserto la nebbia cancella il rispetto delle norme anti-contagio. «Siamo distanti: non c’è bisogno della mascherina», l’arringa dell’organizzazione parmense al centro del parco. Le vestigia romane assistono impotenti mentre gli sguardi si rivolgono ai sassi. È una delle scelte di chi partecipa a “Malore improvviso… nessuna correlazione?”, la manifestazione contro il Green pass organizzata ieri al Novi Sad. I cartelli (un centinaio) “doppiano” i partecipanti (meno di quaranta). Le scritte sopra i volti richiamano il titolo della manifestazione. «Non siamo no vax: difendiamo la libertà e siamo al parco per ricordare», la rivendicazione d’apertura. Si negano i responsi medici sulle persone esposte e si nega... di negare i vaccini. Una posizione che stride con un cartello in bella evidenza: “Se ti sei fatto inoculare controlla il tuo sangue”. Gli agenti della Questura e quelli della polizia locale controllano a distanza. Le mascherine da obbligatorie diventano per gli organizzatori opzionali. Gli abbracci e le strette di mano da tabù sgorgano in provocazione. «Distanziamoci», irride un manifestante dalla mascherina che scopre il naso mentre cinge con le braccia e una gamba una persona appena arrivata. La manifestazione si apre con una ripresa ad angolo giro di tutti i cartelli disposti a cerchio. Gli organizzatori puntano su un nome compianto ancora a Modena nel cartellone al centro. «Ucciso dal sistema per volerli salvare tutti», la scritta. La famiglia del defunto ha preso le distanze negli scorsi mesi, ammonendo contro strumentalizzazioni sul caro defunto.
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