«Export e ripartenza Le aziende del distretto puntano su questo»
Caiumi, presidente di Confindustria, interviene alla Chimar «Le imprese del territorio hanno 2mila società nel mondo»
Serena Arbizzi
«L’Emilia ha fatto e sta facendo grande cultura di formazione e prevenzione: la nostra associazione conta 3500 società tra Modena, Bologna e Ferrara, le quali, a loro volta, hanno 2mila società nel mondo. Questo è tra i fattori che ci ha consentito di viaggiare bene sull’export».
Parola di Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia Area Centro e di Voilàap Holding, relatore all’incontro promosso dal Gruppo Chimar, alla sede di Limidi, dal titolo “La logistica del futuro: il punto di vista del cliente nel contesto macroeconomico”. L’appuntamento è stato introdotto dall’amministratore delegato Marco Arletti e condotto dal professor Franco Mosconi. Ha preso parte all’evento anche Cristiano Tortelli, amministratore delegato di Petrol Valves spa di Piacenza, cliente di Chimar, come Voilàp Holding.
Diverse le considerazioni sui fenomeni tutti da studiare che si sono verificati in Emilia Romagna durante la pandemia. Come il caso Sassuolo: la ceramica ha lavorato moltissimo con il magazzino, nel 2020, e toccato forti livelli di liquidità. E ora il Pil regionale registra uno scostamento dal 6,5 al 6,7 per cento. «Sembra poco, ma è tanto», ribadisce Caiumi, mentre ricorda le super performance dell’economia interna con le sue 20 filiere e delle capacità attrattiva delle imprese emiliane, sensori per calamitare investimenti stranieri, come nel caso di Phillip Morris, Lamborghini e Ducati. E sempre Caiumi ha rivelato la novità, da parte di Phillip Morris, del compimento di ricerche mediche e tecnologiche per convertire l’Iqos, ossia la tecnologia del tabacco assaporato senza bruciarlo, con il solo calore, anche alla introduzione di principi attivi nel corpo. Il presidente di Confindustria Emila Area Centro ha poi auspicato che Draghi rimanga premier, a garanzia di stabilità di una politica che sta facendo dell’Italia il Paese più interessante in Europa. Tortelli evidenzia la capacità di Chimar di e vestire con abilità sartoriale le esigenze dei clienti.
All’appuntamento, l’ad Marco Arletti ha ricordato l’importanza del collegamento tra imballaggio e servizio logistico integrato e gli obiettivi: digitalizzazione, miglioramento di servizi come il confezionamento e la transizione ecologica. Il Gruppo Chimar conta 500 dipendenti e un fatturato di 60 milioni, in crescita del 36 per cento.
L’azienda ha premiato con otto borse di studio intitolate ad Alessio Patani i figli dei dipendenti che si sono distinti per meriti scolastici: Valeria Lombardi, Linda Benatti, Chiara Bulgarelli, Saverio Miglioranzi e Alaa El Kardi, Andrea Bulgarelli, Francesco Benedetti e Cecilia Bossoli.
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