«Piano urbanistico, per noi consiglieri è un salto nel buio»
Rossini e Baldini (Pdf-Fdi) sul “no” al Pug «Assemblea ridotta a un organo ratificatore»
l’intervento
Un salto nel buio: così, i consiglieri del gruppo Fdi-Popolo della Famiglia Elisa Rossini e Antonio Baldini definiscono il Piano urbanistico generale approvato mercoledì scorso in aula. «Il Pug - spiegano i consigieri - è un atto complesso di fondamentale importanza per il futuro assetto urbanistico della città ed è destinato a sostituire il Prg. La procedura ordinaria prevede che il Piano sia assunto dalla giunta entro il 1 gennaio 2022, comunicato al Consiglio, e che solo a seguito della presentazione pubblica del piano, alle consultazioni e alla valutazione delle osservazioni scritte da parte di tutti i soggetti interessati, debba essere adottato e poi definitivamente approvato dal Consiglio».
Rossini e Baldini fanno quindi notare che «si tratta di un percorso che a norma di legge dovrà concludersi nel 2024, e che il Consiglio comunale dovrebbe essere messo in condizione di approvare con piena cognizione di causa e dopo aver svolto nell’arco dei due anni il necessario approfondimento, dato che il Pug non è solo un atto generale di natura programmatica contenente principi di massima, ma un documento che contempla anche precise norme tecniche in materia urbanistica». I consiglieri sollevano poi un problema con riferimento all’assunzione del Pug da parte del Consiglio comunale nella seduta del 29 dicembre: «Comporterà a partire dalla sua prossima pubblicazione l’immediata coesistenza in determinate ipotesi della disciplina delle norme del Prg con quelle del Pug (cosiddetta “doppia conformità”): l’assunzione non è dunque a ben vedere un “atto di democrazia” o di “maggiore coinvolgimento” del Consiglio, come sostenuto dall’assessore all’Urbanistica, ma rischia di fare correre alla nostra città non un passo avanti verso la futuristica “Modena 2050” ma un salto nel buio. Il sindaco Muzzarelli, con tono trionfalistico ha dichiarato che il nuovo Piano dovrebbe rappresentare l’ “eredità” più importante di questa consiliatura, ma la scelta di fare “assumere” al Consiglio - ormai ridotto a un organo ratificatore della giunta comunale - non solo appare inspiegabile a rigor di logica - chiudono Rossini e Baldini - ma non porta alcun beneficio in termini di democrazia reale alla nostra città».
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