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Turnover di 17 parroci e due chiese riaperte Il primo anno di don Erio

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Un imponente valzer di parroci, 17 in tutta la diocesi. Due parrocchie riaperte e il cammino sinodale. Il tutto cercando di essere “artigiani della pace”.

Questi gli ingredienti essenziali del primo anno di Erio Castellucci come vescovo di Carpi. Lo ha ricordato il vicario generale, don Gildo Manicardi, alla messa di ieri: in questi giorni ricorre il primo anniversario da quando don Erio ha preso possesso della diocesi come vescovo. Si tratta, in realtà, dell’inizio del terzo anno, visto che Castelluicci è stato a lungo amministratore apostolico, prima che il Papa lo scegliesse come vescovo oltre che di Modena anche di Carpi.

«Forse, nella storia non c’è mai stato un turnover così impegnativo di parroci - aggiunge Manicardi rivolgendosi a don Erio - dovuto non a tue scelte astratte ma a situazioni che si sono create. Nella diocesi di Carpi sono cambiati 17 parroci, significa che oltre un terzo delle comunità ha cambiato pastore. Ad esempio, soltanto a Carpi sono cambiati quattro parroci, mentre nel mirandolese cinque. Nelle ultime settimane, poi, sono state aperte due parrocchie, un po’ in sordina perché siamo in piena pandemia. Si tratta di Santa Giustina di Vigona, a Mirandola, e nella notte di Natale i parrocchiani di Budrione hanno celebrato nella loro chiesa. Tu, don Erio, inoltre, hai dato grande impulso al cammino sinodale, non fatto per la chiesa ma per tutta la società».

Da parte sua, il vescovo di Carpi ricorda l’invito del Papa «estendere la pace a livello mondiale ma anche attraverso le generazioni, la storia. Chi veramente opera la pace riconosce tutto il bene ricevuto dalle generazioni precedenti e cerca di rendere migliore il mondo per le generazioni successive. Tante fatiche per la pace provengono dal fatto che non sempre una generazione ha vissuto la gratitudine verso le generazioni precedenti e non sempre ha pensato alle generazioni future. Il grado di civiltà si misura anche da questi due aspetti. Oggi ci rendiamo conto a tutti i livelli, specialmente dell’economia e dell’ecologia, dei guasti sociali importanti di quando una generazione pensa solo a se stessa».

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