Gli stabili abbandonati in cerca di un futuro per tornare a nuova vita
Dal palazzetto dello sport mai realizzato alla sede dei vigili fino al polo di Fossoli Edifici per cui Comune e Fondazione hanno idee ma non riescono a concretizzarle
Serena Arbizzi
Dal palazzetto dello sport, che dovrebbe sorgere sulle ceneri dell’ex piscina comunale, alla sede della Polizia locale, prevista alla Polisportiva Dorando Pietri dove, però, è ancora presente il cartello che annuncia i lavori per la creazione del polo della Creatività. Dal sovrappasso sulla tangenziale Losi, fino al progetto Petermar a Fossoli, di cui è presente l’immobile ma non è sbocciato nulla da oltre 10 anni.
Sono ancora tante le opere incompiute che si affacciano all’inizio del 2022: alcune delle quali sono messe a bilancio dal Comune, altre non di stretta competenza dell’ente, ma sulle quali viene comunque esercitato un ruolo di supervisione. Tra queste ultime c’è proprio il nuovo palazzetto dello sport, annunciato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi come dono alla città (insieme a una nuova struttura sportiva a Novi), ma di cui devono ancora essere poste le fondamenta. Il luogo individuato, infatti, è l’ex piscina comunale. Lì esiste una spianata che ha preso il posto delle macerie depositate dopo la demolizione, sostituito da quello intitolato a Greg Paltrinieri pochi metri più in là.
Basta poi percorrere poche centinaia di metri per imbattersi in quello che una volta avrebbe dovuto diventare il polo della Creatività, ossia la polisportiva Dorando Pietri. Se ci si sofferma a leggere il cartello, il progetto è ancora quello riferito al “super ente” di formazione, ormai sostituito da altre iniziative, come quella che si spera possa essere finanziata all’ex mercato coperto, dove la giunta è pronta a candidare per i fondi del Pnrr un polo della formazione superiore. Alla “Pietri”, ha garantito il sindaco, è confermato l’arrivo della nuova sede della Polizia locale, che si trasferirà dall’immobile di via Tre Febbraio, da tempo in uno stato di degrado. I sindacati degli agenti continuano a chiedersi: quando?
Spostandosi verso il centro, accanto al Ramazzini, ci si imbatte nel cantiere ancora aperto per la costruzione delle nuove camere ardenti. La fine lavori era prevista in agosto ma la mancanza di alcune forniture – spiega Ausl – ha costretto il posticipo fino a febbraio.
Per il parco tecnologico Petermar, annunciato nel 2010 dalla Provincia come progetto per il recupero di materia dai rifiuti, sono invece stati messi a bilancio dei soldi. Si vedrà se questo sarà l’anno della svolta.
«Si tratta di più opere incompiute – spiega il consigliere della Lega, Giulio Bonzanini – Vero che i promotori di alcune non sono Comune e Unione, ma come l’amministrazione si intesta gli onori quando i lavori giungono a compimento, allo stesso modo deve assumersi gli oneri di quanto, invece, non viene concluso. Ad esempio, per raggiungere il capoluogo, le infrastrutture risultano spesso inadeguate: che fine hanno fatto la metropolitana di superficie e il doppio binario sulla tratta Mantova-Modena? Lo stesso dicasi per la nuova sede della Polizia locale, in sostituzione dell’attuale fatiscente. Mentre ancora una volta, compaiono trasferimenti per 22.500 euro destinati al “Petermar”, di cui però non si intravede nulla di concreto. Anche la nuova sede degli uffici comunali è un’idea cestinata a vantaggio di rattoppi, tramite stabili di ripiego o acquisizioni di immobili vecchi e malandati, come quelli di via Peruzzi, che, al netto del basso costo, nascondono problemi che dovranno essere risolti con investimenti notevoli».
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