«Con la pandemia siamo più aggressivi e distratti alla guida»
«La lenta ripresa della mobilità sta mettendo in luce un aspetto incontrovertibile: la comparsa della pandemia ha incancrenito, contribuendo addirittura ad accrescere, il problema dei comportamenti non consoni sulla strada». A dirlo è Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale: «Le criticità sociali e lavorative hanno aumentato la distrazione e l’aggressività - riprende Sorbi - già presenti a livelli di guardia ante Covid, con la conseguenza che il traffico è divenuto ancora più frenetico e caotico».
Il presidente dell’Osservatorio regionale fa quindi notare che «i dati statistici, in continuità con il passato, evidenziano che il tallone di Achille dell’incidentalità è l’ambito urbano, che vede coinvolti gli utenti deboli, e il primo elemento da stigmatizzare è proprio il comportamento inidoneo di una parte degli utenti (distrazione) e la maggior causa del danno arrecato è la velocità, perché anche solo i 50 all’ora sono potenzialmente mortali in caso di scontro. Occorre avere ben presente - incalza Sorbi - che farsi travolgere dall’aggressività e dai sentimenti di rabbia e di frustrazione porta a commettere atti di cui ci si può pentire dopo, ma troppo spesso sono irreparabili. La consapevolezza di far parte di una società è la sola via per raggiungere l’obiettivo di zero morti sulle strade e anche di sconfiggere la pandemia: al primo posto dobbiamo mettere il rispetto per la nostra vita e quella degli altri».
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