Da lunedì l’Emilia rischia la zona gialla Donini: «Curiamo tutti ma senza no vax...»
L’assessore regionale sull’aumento dei contagi: «Per il lavoro ribadiamo la necessità di imporre obbligo vaccinale e green pass»
L’Emilia Romagna passerà in zona gialla dalla prossima settimana. Ad anticiparlo è l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini. «La zona gialla è un orizzonte molto vicino – conferma Donini – noi oggi siamo un po’ sopra il livello di guardia nei reparti di terapia intensiva e nei reparti Covid. Venerdì scorso non lo eravamo, quindi oggi non siamo ancora in zona gialla». Ma se in questi giorni “aumentassero ancora i ricoveri e le dimissioni non fossero altrettanto consistenti – avverte l’assessore – sicuramente lunedì prossimo saremo in zona gialla».
«Noi ci occupiamo di curare tutti, curare in modo appropriato, al massimo dell’efficacia, sia coloro che sono vaccinati e coloro che non lo sono. Però ricordo che se tutti fossero vaccinati noi oggi avremmo poco più di 30 persone in terapia intensiva in tutta la regione. Non avremmo alcun problema di impatto sugli ospedali», dice.
L’assessore, indirettamente, parla anche di lavoro e addetti in isolamento, auspicando che venga esteso l’obbligo vaccinale e il green pass nei luoghi di lavoro, alla vigilia della decisione del Consiglio dei ministri. «Noi siamo convocabili di ora in ora – manda a dire Donini – ma diremo comunque le stesse cose: noi siamo d’accordo a estendere il più possibile l’obbligo vaccinale, lo diciamo da tempo. Il vaccino protegge, salva la vita e salva il sistema sanitario. Lo abbiamo già detto anche come commissione Salute delle regioni a livello nazionale».
Raffaele Donini, insieme ai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil – Luigi Giove, Filippo Pieri e Giuliano Zignani – si appellano al Governo affinché preveda la copertura delle spese straordinarie necessarie ad affrontare il Covid che saranno sostenute dalle Regioni fino alla fine dell’emergenza. «Questa situazione è insostenibile per il nostro sistema sanitario regionale – sostengono – Non vogliamo che il mancato finanziamento si scarichi sui cittadini o su lavoratrici e lavoratori della sanità a cui in questi anni è già stato chiesto un impegno pesantissimo che va valorizzato in modo stabile. Non siamo disponibili a rinunciare ad un modello di sanità fondato sulla centralità del ruolo pubblico».
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