Studenti contro il green pass «Autorizzare esami a distanza»
La richiesta del gruppo avanzata al rettore dell’università di Modena «Non possiamo più spostarci con i mezzi pubblici»
Riccardo Chiossi
Il gruppo “Studenti contro il Green Pass Modena e Reggio” da una parte e i direttori di Dipartimento dall’altra. Dal gruppo di studenti che si schiera contro le restrizioni del governo in materia di Covid è partita una richiesta formale diretta al rettore e agli organi collegiali universitari per chiedere di garantire a coloro che sono impossibilitati ad accedere all’utilizzo dei mezzi pubblici per recarsi in università il diritto agli esami in forma diversa dalla sola presenza. Sempre secondo l’assemblea degli studenti, le ultime misure restrittive della socialità sono “in spregio totale delle norme costituzionali e dei principi fondanti lo Stato di diritto di cui nessun esime giurista sembra aver preso ancora cognizione”.
La lettera continua sostenendo che “sulla base degli articoli 2, 3, 33 e 54 della Costituzione permangono gravi responsabilità laddove atti giuridici posti in essere siano palesemente e manifestamente irragionevoli da un punto di vista sia della comune logica, fondamento del modo di pensare occidentale, sia da un punto visuale logico giuridico L’ultimo provvedimento, approvato in Consiglio dei ministri, impone il rafforzamento del greenpass, ottenibile unicamente tramite vaccinazione o a seguito di guarigione dopo infezione da Covid: ciò significa che ora il supergreenpass è necessario anche per l’accesso e l’utilizzo dei mezzi di trasporto compreso quello pubblico locale o regionale, “rappresentando dunque una pesantissima limitazione e impedendo di fatto a coloro che hanno scelto liberamente di non vaccinarsi o non siano stati infettati dal virus nei precedenti sei mesi, di usufruire dei mezzi di trasporto per motivi di studio o di lavoro”.
La lettera continua evidenziando un aspetto critico del decreto, che andrebbe a sfavore di una buona fetta di studenti: «Tali ulteriori limitazioni vanno infatti a colpire quei soggetti che non hanno la possibilità di spostarsi autonomamente con mezzi privati, non possedendo la capacità economica per farlo e tra questi vi sono anche gli studenti universitari pendolari, che studiano cioè in sede diversa dalla propria residenza abitativa o che utilizzano i mezzi pubblici per raggiungere la sede universitaria».
Una sorta di discriminazione in pratica quella sostenuta dal gruppo di studenti. Un’ultima richiesta avanzata infine dagli studenti che si aggiunge a quella più grande già trattata, ovvero “permettere agli studenti che non possono frequentare le lezioni in presenza di poter usufruire di didattica a distanza mista o per lo meno di poter accedere alla registrazione delle lezioni e che questo accada equamente per ogni dipartimento andando finalmente a limitare quelle differenze incomprensibili che derivano da una gestione soggettiva degli stessi”.
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