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La piccola Jasmine dona i capelli per aiutare le donne ammalate

Stefania Piscitello
La piccola Jasmine dona i capelli per aiutare le donne ammalate

La bimba di 4 anni, insieme alla mamma, ha tagliato le sue trecce di un metro «Le ho detto che sarebbe stata una bella azione: era così entusiasta»

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Stefania Piscitello

Jasmine ha quattro anni e dei bellissimi capelli castani. Una chioma che fino a pochi giorni fa superava il metro di lunghezza: sì, perché la piccola non ha mai voluto tagliarla. Una cosa però le ha fatto cambiare idea. La possibilità di aiutare donne che a causa del cancro i capelli non li hanno più.

Una bella storia arriva da Carpi, dove Silvia e Roberta di “Papua parrucchieri” portano avanti un’iniziativa invitando i clienti a donare i propri capelli ad associazioni che si occupano di sostenere malati oncologici.

Jasmine una delle scorse mattine è andata insieme alla sua mamma, Nadia El Barrami, a dare un taglio alla propria chioma e ha donato tre trecce che verranno utilizzate per realizzare parrucche per donne malate.

È Nadia a raccontare la vicenda che vede la piccola protagonista: «L’idea è nata seguendo il profilo Instagram della parrucchiera “Papua”, dove ho visto che Silvia e Roberta promuovono quest’iniziativa. Mi è piaciuto molto il messaggio positivo portato avanti da una piccola attività quale è la loro».

L’unico requisito richiesto per questa speciale donazione, avere i capelli lunghi almeno 25 centimetri. E a casa, ad avere la chioma più lunga era proprio la bambina di quattro anni, Jasmine. «Non li ha mai voluti tagliare». Sono bastate però poche parole per fare cambiare idea alla bambina.

Come far comprendere a una bimba tanto piccola il significato di questo gesto? «Le ho spiegato che tagliare i capelli sarebbe stata una bella azione nei confronti di altre persone e che questi capelli sarebbero serviti ad altre donne che non li avevano più perché malate. E che grazie anche a lei, si sarebbero sentite più belle e bene con se stesse. Non ci ha pensato due volte».

Nadia si è messa in contatto con le parrucchiere di “Papua”: «Gestiscono tutto loro, adesso si sono appoggiate a un’associazione “Una stanza per un sorriso” una onlus che lavora ad Altamura nell’ospedale della Murgia, e produce parrucche organiche per le donne che si stanno sottoponendo a chemioterapia».

Mercoledì Jasmine, accompagnata da Nadia, è andata nel negozio di Silvia e Roberta. Vestita del suo maglioncino giallo con l’unicorno, si è seduta sulla poltrona, ma prima ha voluto essere certa di una cosa: «Ha chiesto alle parrucchiere se quello che le ho raccontato fosse vero e se i suoi capelli avrebbero davvero aiutato delle donne». Una volta avuta conferma, Jasmine da dietro la sua mascherina ha sorriso e al termine si è messa in posa per una foto con le sue tre trecce in mano.

«Spesso parliamo di cose brutte che hanno risonanza maggiore di storie come queste, in cui piccoli esercenti si impegnano in queste iniziative», sottolinea mamma Nadia.

Per la piccola Jasmine, questa è stata sicuramente una bella lezione di vita e un insegnamento prezioso: «Credo che questi piccoli gesti – conclude la mamma – possano servire ad aiutare le nuove generazioni a del sano civismo. Speriamo di seminare bene».

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