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Svelò la strage in miniera, sarà cittadino onorario

Ernesto Bossù
Svelò la strage in miniera, sarà cittadino onorario

Michele Maddalena ha riportato alla luce il disastro di Arsia dove morì anche Domenico Turchi e ha donato una campana 

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Ernesto Bossù

fanano. Erano le 4:35 del 28 febbraio 1940 quando improvvisamente l’allarme dell’impianto minerario della società Arsa cominciò a suonare. Siamo presso la cittadina di Arsia, nella regione dell’Istria. Costruita dal regime fascista in poco più di un anno e inaugurata nel 1937, il paesino conservava uno dei patrimoni minerari più importanti, con gallerie per l’estrazione del carbone che complessivamente superavano i 160 chilometri di estensione e raggiungevano fino a 500 metri di profondità. I cittadini erano circa 10mila di cui almeno 7mila addetti al lavoro nelle cave. Un numero esorbitante, dovuto alla necessità del regime capeggiato da Mussolini di contrastare le sanzioni imposte da una cinquantina di Stati appartenenti alla Società delle Nazioni per la “offensiva De Bono”, considerata la prima fase della guerra contro l’Etiopia e ritenuta una violazione dello statuto della Società stessa.

Ma torniamo alle sirene. All’origine del disastro ci fu un’esplosione causata dal “grisù”, una miscela di gas combustibili inodore e incolore. Proprio quell’esplosione, anche a causa di crolli della struttura mineraria, causò la morte di 185 minatori, tutti di nazionalità italiana. Tra questi c’è anche Domenico Turchi, che veniva da Fanano e dove ancora oggi risiedono i suoi discendenti.

L’opinione pubblica non venne subito a conoscenza del dramma. Prima perché il regime fascista censurò ogni tipo di notizia riguardante il disastro dell’Arsia, poi perché diverse vicende diplomatiche non permisero alle autorità competenti di indagare sull’accaduto. Oggi però, si può dire senza ombra di dubbio che, in termini di numero di morti, siamo di fronte al più grande incidente minerario italiano di tutti i tempi e al più vasto a livello europeo, almeno dal 1900 ai giorni nostri.

Proprio il Consiglio comunale di Fanano ha deciso e votato, il 27 dicembre, il conferimento della cittadinanza onoraria a Michele Maddalena «per essersi adoperato – si legge tra le motivazioni – con encomiabile impegno civile, nel fare conoscere la tragedia mineraria di Arsia».

Maddalena, nato a Formia proprio nel 1940, da decenni si batte per il ricordo delle vittime. Nel 2006, ad esempio, svolse un’importante attività didattica per riportare alla memoria di italiani e croati i 185 caduti. Ancora: è stato il principale ideatore della commemorazione dei morti di Arsia a Fanano che si sarebbe dovuta tenere il 28 febbraio del 2020, poi rinviata allo stesso giorno ma di quest’anno causa Covid. In tal senso è pronta da due anni una campana commemorativa, realizzata a sue spese, da posizionare a Fanano, assieme a una teca con manciate della terra d’origine di ognuno dei caduti.

L’artefice della richiesta di conferimento della cittadinanza onoraria a Maddalena è stato il Cavaliere Alessandro Lega, originario di Merate (Lecco). Oltre a Fanano, hanno conferito il riconoscimento onorifico a Michele Maddalena altri 26 comuni italiani che hanno avuto vittime nell’incidente minerario.

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