Tre milioni per la “Paggeria”: serviranno al suo recupero
I fondi del Pnrr saranno investiti nella doppia struttura che si affaccia in via Rocca Verranno restaurati anche gli interni e restano garantite le attività culturali
Alfonso Scibona
sassuolo. Il Comune di Sassuolo ha avuto assegnati 3 milioni di euro dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza per il progetto di “Riuso e rifunzionalizzazione della “Antica Paggeria” del Palazzo Ducale Estense, dove verrà realizzato un centro civico, attività culturali per i giovani e sale studio”.
Il ministero dell’Interno ha destinato i fondi europei facenti parte di “Next Generation Eu” per il progetto di recupero e consolidamento delle Paggerie, a destra e a sinistra di via Rocca affacciate a piazzale Della Rosa. Come anticipato in occasione della presentazione del bilancio del prossimo triennio, infatti, l’amministrazione comunale ritiene di procedere al “consolidamento strutturale degli elementi verticali, orizzontali e inclinati, al restauro e risanamento conservativo esterno delle facciate originarie comprese finiture, modanature, mensole, marcapiani, serramenti, intonaci e lapidei, restauro e risanamento conservativo interno delle pareti, dei soffitti e controsoffitti, rigenerazione degli ambienti interni”, per l’insediamento delle attività culturali per i giovani e sale studio, inserimento e adeguamento di nuovi elementi e impianti di sicurezza e comfort e ogni altra opera destinata al restauro, riuso e rifunzionalizzazione.
Attualmente nelle due “Paggeria” sono ospitati diversi uffici e servizi. In quella di destra, guardando dal palazzo ducale, c’è la biblioteca “Cionini” (oltre alla scuola di musica e la scuola corale che fanno parte di un lascito diverso) mentre in quella di sinistra ci sono gli uffici comunali dei servizi sociali, della pubblica istruzione, sport e cultura.
Alcuni cenni storici. Con il duca Francesco I ha avvio una grande ristrutturazione urbanistica con l’architetto Bartolomeo Avanzini che trasforma l’intera rocca in un sistema riservato alla corte in villeggiatura. L’architetto dà inizio alla demolizione dei fabbricati preesistenti per ottenere un grande viale e una grande piazza antistante il palazzo, demolendo anche la torre, la porta e il ponte sul fossato circondante la rocca. La logica barocca portò alla realizzazione della strada e della grande piazza che permettono una vasta prospettiva e lungo cui, gradualmente, si percepisce la grandezza della facciata grazie alla suggestiva simmetria aulica.
La Paggeria vecchia e Guardaroba ducale, prima nota come casa Prati, fu ampliata e abbellita durante i lavori di riforma edilizia nella seconda metà del XVI secolo, che cercarono di conservare l’esistente, vennero in parte demoliti una serie di fabbricati posti trasversalmente al corpo della torre, ciò permise di allineare ed uniformare i prospetti della piazza secondo il progetto dell’Avanzini.
Passato, insieme a tutto il complesso ducale, alla famiglia D’Espagnac, l’edificio venne suddiviso in più appartamenti. Venduto poi dai D’Espagnac passò ad altri proprietari che trasformarono la stalla in magazzino e alla chiusura del sovrapassaggio separato definitivamente dal complesso.
La “Paggeria nuova”, fabbricato posto sulla sinistra del viale e della piazza, fu edificato nel 1650. Avanzini propose un nuovo edificio che inglobava anche alcune case rivolte verso l’interno; già nel 1651 risultano completati i prospetti verso la piazza che all’epoca era pronta per la realizzazione di un grande apparato teatrale progettato da Bianchi e Monti. Morto Avanzini, l’opera viene completata dal suo erede Antonio Loraghi.
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