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Eorté lancia Orto Condiviso I prodotti della terra a casa tua

Riccardo Chiossi
Eorté lancia Orto Condiviso I prodotti della terra a casa tua

L’app permette di prenotare frutta e verdura del programma Agricoltura Faber L’azienda Sant’Antonio coinvolge nelle lavorazioni biologiche ragazzi in difficoltà

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Riccardo Chiossi

Sostenibilità, benessere, ambiente, km zero e collettività: sono questi i paradigmi cardine che la nuova app “Orto Condiviso” mette al centro del proprio progetto e che si promette di rispettare. L’applicazione “Orto Condiviso” nasce a marzo 2021 in fase di prova con la collaborazione dell’Università di Modena e Reggio all’interno del contratto di rete tra la cooperativa Eortè. Per provarla, è sufficiente scaricare l’app, effettuare l’ordine ed attendere la consegna dei prodotti per poterli gustare a casa. L’area coperta racchiude i territori di Modena, Carpi e Soliera, con la speranza di ampliarsi sempre di più. L’app è gratuita e disponibile sia per i sistemi Android che per quelli iOS, pronta in questo modo a raggiungere una platea di persone più larga possibile.

L’intenzione di questo “nuovo” progetto è quella di lanciare e commercializzare i prodotti del programma di Agricoltura Sociale Faber e dell’azienda agricola biologica Sant’Antonio Abate, garantendo la sostenibilità economica dell’iniziativa. La visione di chi ha realizzato l’app si ripropone di avere un impatto positivo non solo sulla collettività ma sul benessere e sulla salute del territorio. I prodotti acquistabili con l’app vengono coltivati secondo i principi dell’agricoltura sostenibile, limitando al massimo l’impatto di queste coltivazioni con l’obiettivo di proporre un nuovo modello di consumo consapevole dei prodotti ortofrutticoli.

Oltre alla commercializzazione di prodotti sani e ad impatto zero, il progetto di Agricoltura Sociale Faber offre sia tirocini e percorsi di inserimento lavorativo che percorsi socio-occupazionali per soggetti fragili come persone con disturbi psicologici, o ragazzi che dopo l’abbandono scolastico vivono un momento di complessità e non trovano posto nel mercato del lavoro. Un progetto che dunque si impegna a coltivare non solo frutta e verdura, ma anche l’inclusione delle persone.

La vendita e la commercializzazione dei prodotti delle grandi distribuzioni propongono al mercato un prodotto esteticamente perfetto, risultato di metodi di lavorazione che mettono in primo piano il profitto delle aziende davanti al benessere dei consumatori e dell’ambiente. L’utente non comprerebbe mai un prodotto imperfetto, anche se ottimo dal punto di vista organico. Al contrario il mercato dovrebbe più preoccuparsi a proporre prodotti sani rispetto alli belli ed è qui, in questo spazio vuoto, che l’app “Orto Condiviso” punta a stabilirsi offrendo prodotti biologici con un minimo impatto sull’ambiente e che prima di rispondere al criterio della perfezione rispondono a quelli di qualità e salute. In questo senso e nel suo piccolo, l’app combatte anche una guerra contro le leggi del grande mercato, proponendosi anche come fornitore di market sociali come Portobello a Modena.

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