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La Befana comunista all’attacco Carbone al sindaco per gli asili

Gabriele Farina
La Befana comunista all’attacco Carbone al sindaco per gli asili

La tradizionale protesta del 6 gennaio di Rifondazione stavolta arriva in Comune «L’amministrazione deve rivedere l’esternalizzazione delle scuole dei più piccoli»

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Gabriele Farina

Gli asili nido verso la privatizzazione? La Befana Comunista porta in Municipio il carbone. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli è il destinatario di un pacco intero recapitato ieri in Comune. Rifondazione Comunista critica il passaggio del nido parco XXII Aprile e della scuola d’infanzia San Remo sotto l’ala della Fondazione Cresci@mo.

«Chiediamo al sindaco e alla giunta di rivedere la posizione – la rivendicazione della segretaria provinciale Elena Govoni – e a tutte le forze di sinistra in Consiglio comunale di ripensare alla decisione assunta».

Una decisione ribadita lo scorso 16 dicembre dall’assessore all’Istruzione, Grazia Baracchi. «Attraverso il progetto Modenazerosei Costruire futuro ci siamo impegnati a puntare sulla qualità di tutto il sistema d’infanzia cittadino – la rivendicazione di Baracchi – e a fare di Cresciamo un asse del sistema assieme ai servizi educativi che continuano ad essere gestiti direttamente dal Comune, a quelli convenzionati e ai privati». La posizione di Baracchi non trova concordi i rappresentanti di Rifondazione. «Riteniamo che il pubblico sia garanzia di qualità e la sicurezza – prosegue Govoni – L’esternalizzazione, che possiamo chiamare anche privatizzazione, ci ha dato una concreta dimostrazione di non essere garanzia di sicurezza e di controllo nell’erogazione dei servizi».

La segretaria provinciale invita Modena a riscoprire il primato dei nidi d’infanzia, antecedenti alla legge nazionale. «Altri Comuni come Bologna stanno reinternalizzando i servizi 0-6 – la “ramazzata” della “vecchina” – La gestione diretta è l’unico modo per avere un vero controllo sul servizio e sulla qualità dello stesso, sempre presente nelle nostre zone». La gestione diretta è invocata nella scuola e in altri campi. «La pandemia ha fatto emergere in modo chiarissimo quanto è importante la presenza del pubblico – l’arringa della Befana Comunista – Aver privatizzato in parte la sanità, la scuola e i trasporti ha reso molto difficile affrontare il periodo che stiamo vivendo e garantire i diritti delle persone».

Sotto gli occhi del segretario regionale Stefano Lugli, il discorso verte poi sul polo logistico Conad alla Sacca. «C’è un grosso problema di mobilità e di viabilità – ribadisce Govoni – di cui si lamentano molto i residenti, che si sono anche organizzati in comitati. L’area è effettivamente a destinazione industriale, ma l’impatto visivo di un enorme magazzino automatico verticale è notevole. L’impatto maggiore per la vita dei cittadini è però l’aumento del traffico pesante in una zona recentemente riqualificata in modo discreto».

Il sindaco ha così replicato: «Il carbone me lo tengo, così come le insegnanti assunte dalla Fondazione Cresciamo (che è al 100% pubblica e del Comune) si tengono ben stretto il contratto a tempo indeterminato che siamo riusciti a garantire con questa operazione che consente anche di tenere aperte scuole d'infanzia e asili nido con la soddisfazione delle famiglie.»

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