Altro boom di donazioni «I numeri dell’Avis sono ancora ottimi»
Alfonso Scibona
Risultati molto buoni per l’Avis di Sassuolo che ha chiuso il 2021 con un significativo +399 le donazioni (+7,4%) rispetto al 2020. Da rimarcare anche il fatto che il 2020 si era chiuso con un molto onorevole +600 rispetto al 2019.
«Dopo il boom del 2020 – specifica il presidente Stefano Tosi – le nostre previsioni erano più per un consolidamento che per un aumento vero e proprio. Ancora una volta i donatori che fanno capo alla nostra sede ci hanno sorpresi raggiungendo la cifra di 5.693 donazioni complessive mentre nel 2020 era state 5.294».
Ci sono state anche richieste specifiche che hanno indirizzato le donazioni all’Avis sassolese. «È vero – continua Tosi – perché la nostra sede in qualche periodo dell’anno ha avuto richieste dalla sede regionale per avere più sangue rispetto al plasma. Come nello scorso settembre, quando al Sant’Orsola di Bologna, vi furono 9 trapianti in 24 ore. Quella volta furono necessari in un solo giorno circa 20 litri di sangue (74 unità) e 15 litri di plasma».
Adesso ci sono problemi aggiuntivi, che fanno fare “salti mortali” a chi deve coordinare il tutto. «I problemi di oggi – conferma – sono diversi e non dipendono dal numero di donatori, sempre molto disponibili. Si tratta del reclutamento di medici ed infermieri, che abbiamo necessità di avere presenti tutte le volte che vi sono donazioni. Sia gli uni che gli altri sono occupati negli hub vaccinali e quindi dobbiamo prenotarli con diverso anticipo».
Donazioni di sangue stabili ed in aumento, quindi, con il mese di luglio che ne ha fatto segnare 272 (erano 220 nel 2020) con un + 23% significativo; al secondo posto settembre con 238 donazioni (erano 228 nel 2020) con un +4%; al terzo posto il mese di maggio con 236 donazioni (erano 151 nel 2020) con oltre il 56% di aumento. Per quanto riguarda il plasma, il mese con il maggior numero di donazioni è stato gennaio con 311 sacche. «Il commento finale – conclude il presidente Tosi – è di plauso per quello che riguarda i nostri donatori, che si sono fidelizzati ed hanno anche un'età media che fa ben sperare per il futuro».
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