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il risiko bancario si infiamma 

Bper-Crédit Agricole: sfida per Carige e il Fitd si spacca

Stefano Turcato
Bper-Crédit Agricole: sfida per Carige e il Fitd si spacca

Il grande istituto francese non esce allo scoperto ma sta valutando il dossier Nel Fondo Interbancario Intesa e UniCredit favorevoli all’accordo con Modena

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Stefano Turcato

La soluzione del caso Carige, istituto di credito genovese coinvolto in una crisi che il sistema bancario nazionale vuole risolvere in tempi non troppo lunghi, potrebbe ora avvicinarsi. Una prima svolta nasce dalle indiscrezioni, decisamente consistenti, che vogliono Crédit Agricole in concorrenza con la modenese Bper per acquisire il controllo di Carige.

La grande banca francese, che ha una fortissima presenza sul territorio italiano, avrebbe fatto un’offerta per Carige al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per rilevare l'istituto a un euro, a condizione di una dote di capitale aggiuntivo da 700 milioni circa. Una proposta che ricalca quella ufficialmente avanzata da Bper Banca nei giorni scorsi: la richiesta modenese consisteva in un miliardo di euro di ricapitalizzazione da parte del Fondo Interbancario (che controlla l’80% di Carige) più un'Opa sulla parte restante del capitale. E anche l’istituto francese ha completato l’offerta con la proposta di Opa. L’interessamento da parte di Crédit Agricole è confermato dal fatto che ci sono due società consulenti che stanno lavorando su questo dossier proprio su incarico dell’istituto francese.

Dati questi presupposti diventa comprensibile la presa di posizione da parte di Bper, che nei giorni scorsi, dopo la risposta negativa del Fondo Interbancario per l’eccessiva ricapitalizzazione richiesta, ha scritto a Consob chiedendo di vigilare sulla vicenda.

La banca modenese era indispettita, se così può dire, dal sospetto che dopo l’uscita allo scoperto di Bper il Fondo Interbancario potesse in qualche modo gestire contatti con altre banche. Su questo punto si è esposto anche il sindacato Fabi, preoccupato di salvaguardare i posti di lavoro in Carige: «È l’ora che il Fondo Interbancario renda pubblici i nomi degli altri offerenti e che chiarisca come stanno davvero le cose», ha affermato il leader sindacale Lando Maria Sileoni.

In realtà su questa vicenda il Fondo Interbancario si è al momento spaccato con i grandi istituti di credito da una parte, favorevoli a una soluzione della crisi anche mediante una proposta come quella di Bper, e dall’altra le banche piccole e medie che vorrebbero evitare esborsi importanti per risolvere l’ennesimo caso spinoso.

In sostanza Intesa e Unicredit sarebbero disponibili a sottostare a qualche sacrificio, compresi i 600-700 milioni per ricapitalizzare Carige pur di sgravare il Fondo Interbancario dal peso della banca genovese. Ma gli istituti più piccoli sono preoccupati per le ricadute dell’operazione sui loro bilanci, che già hanno dovuto sopportare iniziative analoghe negli anni lasciati alle spalle.

Lunedì prossimo il Fondo Interbancario farà comunque chiarezza sulle offerte arrivate per Carige e si saprà a chi andrà l'esclusiva. È intervenuta la Consob e, anche se non fa nomi e non commenta le indiscrezioni, ha indirettamente confermato, usando il plurale, che le offerte «preliminari e non vincolanti, subordinate ad attività di verifica e due diligence» sono più di una. Il 10 gennaio, quando si riunirà il Comitato di gestione, sarà tutto più chiaro.



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