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«Esiti dei tamponi troppo lenti: per le imprese è inaccettabile»

«Esiti dei tamponi troppo lenti: per le imprese è inaccettabile»

Rossi (Confesercenti): «Uniformare alle direttive  i tempi delle quarantene» Leone (Confcommercio): «Centinaia ancora in attesa»

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Esiti dei tamponi lenti, aziende in fibrillazione: a lanciare l'allarme Mauro Rossi, presidente provinciale di Confesercenti Modena che commenta: «La situazione sta diventando insostenibile per le imprese che si stanno trovando senza personale a causa dei ritardi dell'Ausl nel comunicare gli esiti del tamponi. Chiediamo che si intervenga per trovare una soluzione».

Imprese ma anche tante attività della ristorazione che chiedono un intervento mirato per non fermare il lavoro: «Chiediamo che vengano uniformate le tempistiche delle quarantene alla circolare del ministero. Fermare tutto adesso sarebbe davvero un danno enorme per tutto il settore che sta cercando, con tanti sacrifici, di ripartire dopo la pandemia».

«Sono centinaia i lavoratori delle imprese modenesi del commercio, della ristorazione, del turismo in attesa di notizie da parte dell'Ausl dopo aver fatto un tampone o essere risultate positive: una situazione inaccettabile, che ha messo le nostre aziende in una condizione di sempre maggiore sofferenza per carenza di personale, proprio nel momento in cui i nostri imprenditori hanno maggiore necessità di lavorare per recuperare le perdite accumulate dall'inizio della pandemia». Così Tommaso Leone, presidente provinciale di Confcommercio Modena a commento del caos organizzativo venutosi a creare nella gestione dei tamponi. «I nostri uffici – precisa Leone - ricevono quotidianamente decine di richieste di intervento da parte di nostri associati, che spesso si trovano nella impossibilità di poter fornire alla propria clientela un adeguato servizio o addirittura di dover rinunciare a prenotazioni di pranzi e cene: è inconcepibile che dopo mesi di rodaggio, la macchina organizzativa dell'Ausl sia andata in tilt ed è indispensabile che l'Ausl stessa corra al più presto ai ripari». «Se la situazione non dovesse migliorare e l'Ausl non dovesse riuscire a smaltire gli arretrati entro pochissimi giorni, come ha promesso – conclude Leone – il rischio vero è di mettere in ginocchio centinaia di imprese del terziario, le più colpite dal Covid: oltre al danno dalla pandemia, ci sarebbe la beffa generata da intollerabili ritardi organizzativi che non avrebbero dovuto verificarsi».



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