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La prima volta di un 5 Stelle Veronesi presidente in Unione

F.D.
La prima volta di un 5 Stelle Veronesi presidente in Unione

Il farmacista finalese, neo consigliere in Provincia, sarà eletto domani Lo sosterrà il centrosinistra. Negro: «Siamo un laboratorio, è un’ottima figura»

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MEDOLLA. Fatta eccezione per il parlamentare Vittorio Ferraresi, che ha ricoperto l’incarico di sottosegretario alla Giustizia, non era mai accaduto che un 5 Stelle modenese avesse un incarico istituzionale. Ma i tempi cambiano, le distanze si accorciano, il dialogo prende forma e così le competenze permettono di superare l’ostracismo iniziale.

È il caso di Mattia Veronesi, pentastellato di Massa, che domani probabilmente diventerà presidente dell’Unione Area Nord. Un incarico storico, che arriva dopo alcuni mesi in cui Veronesi ha vissuto sempre in prima fila. Non solo per il suo lavoro – fa il farmacista a Ponte Motta ed è in trincea da due anni contro la pandemia – ma anche per l’attività politica. Reduce da cinque anni come consigliere di opposizione a Finale, si è poi candidato a sindaco per una coalizione che ha visto unirsi i 5 Stelle, Sinistra Civica e l’area dei Veri, ottenendo un ottimo risultato elettorale. «Ma non ho vinto», ha detto dimostrando grande pragmatismo e scegliendo di non nascondersi dietro analisi di facciata. Sia il centrosinistra (poi vincente) che il centrodestra lo hanno corteggiato in vista del ballottaggio e addirittura l’ex sindaco Sandro Palazzi gli propose pubblicamente un assessorato. Risultato? Nessun apparentamento a Finale e altri cinque anni da trascorrere tra i banchi delle minoranze per fare quell’opposizione costruttiva che ha sempre animato la sua azione politica.

Ma poche settimane fa è arrivato un altro traguardo: l’elezione a consigliere provinciale e anche in quel caso è stato il primo pentastellato ad arrivare fino in viale Caduti in Guerra.

Negli anni si è fatto anche conoscere in Unione, formando in solitaria il gruppo 5 Stelle, come del resto sta avvenendo anche negli ultimi mesi. E nelle settimane il suo nome ha conquistato importanti apprezzamenti nel centrosinistra della Bassa, tanto da essere indicato come nuovo presidente del Consiglio della travagliata Area Nord anche se il Pd avrebbe i numeri per eleggere uno dei propri rappresentanti. A lui sarà opposto il leghista di San Possidonio Donato Bergamini, che però non avrà i voti per ottenere la maggioranza. Veronesi invece parte favorito grazie all’appoggio del variegato mondo del Pd e nonostante i due neo-consiglieri di Cavezzo non possano votare per lo sgarbo istituzionale – fatto dal centrodestra – della mancata “immediata eseguibilità” che avrebbe permesso a Ivo Paradisi e Alberto Malagoli di potersi esprimere.

«Sono due gli aspetti che mi preme evidenziare – ammette Paolo Negro, capogruppo delle liste di centrosinistra che nella scorsa seduta ha presentato la proposta che porterà Veronesi a guidare il Consiglio – Innanzitutto la convergenza su Mattia non ha secondi fine, non ci saranno scambi, non c’è alcun piano perché lui entri nel mondo Pd o che i 5 Stelle debbano essere alleati altrove. È stato un accordo alla luce del sole. Ma mi piace pensare che la Bassa continui ad essere un laboratorio politico dove fare esperienze e, perché no, sperimentare nuove forme di progettualità politiche. Lo abbiamo sempre fatto e con Veronesi ci inseriamo in questo solco. Si sta provando a costruire una nuova Unione, che garantisca servizi efficienti ai cittadini dei paesi dell’Area Nord, questo è ciò che conta e che come centrosinistra vogliamo continuare a fare».

F.D.

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