Manca il personale scolastico Oggi il nido rimane chiuso
La pandemia e le assenze impongono la decisione a “Il Paese dei balocchi” Per la prossima settimana riapertura in stand by
MIRANDOLA. Pandemia e assenze non programmate hanno imposto una drastica decisione al nido “Il Paese dei balocchi” di via Poma. Oggi, nonostante fosse previsto il regolare servizio, la scuola non riaprirà dopo le vacanze natalizie. La comunicazione è stata recapitata alle famiglie insieme ad una lettera firmata da Francesca Cavrini, responsabile dei Servizi educativi 0-6 anni dell’Unione Area Nord. Il nido è infatti inserito nel contesto dell’Ucman anche se la decisione di chiudere è stata presa dopo aver valutato la situazione insieme all’amministrazione comunale.
«Visto l’elevato numero di assenze di personale impiegato nel nido il “Paese dei Balocchi” di Mirandola, sia educativo che ausiliario – si legge nella missiva – dovute a situazioni contingenti legate alla emergenzasanitaria da Sars Covid 19 in corso e preso atto che tali assenze non consentono il regolare svolgimento dell’attività di accoglienza dei bambini al nido; sentita l’amministrazione comunale di Mirandola, si dispone la chiusura del nido “Il paese dei balocchi” nella giornata di venerdì 7 gennaio dalle 7.30 alle 18.30. Scusandoci per il disagio, sarà nostra cura tenervi aggiornati rispetto all’evolversi della situazione di riapertura del servizio».
L'assenza di personale quindi non consente il regolare svolgimento delle attività del nido e l'accoglienza dei bambini nel rispetto della normativa. Ma non è ancora certo se lunedì la scuola sarà riaperta con il rientro di qualche insegnante e alcune ausiliarie. Non a caso l’amministrazione comunale fa sapere che oggi “si farà una valutazione della situazione per la settimana successiva”.
Ma il caso del “Paese dei balocchi” è soltanto un estremo di una situazione di difficoltà che stanno vivendo diversi istituti scolastici che da oggi dovranno fare i conti con insegnanti e personale assente per positività o quarantena da Covid e con qualche ritardatario di rientro dalle vacanze trascorse nel paese d’origine e che, con un permesso, hanno prolungato il rientro di qualche giorno sfruttando il ponte dell’Epifania.
F.D.
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