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domani a 72 anni dalla strage 

Modena ricorda le vittime dell’Eccidio delle Fonderie

Modena ricorda le vittime dell’Eccidio delle Fonderie

Commemorazione al cippo, esposizione di un’opera d’arte, memoria e teatro Il sindaco Muzzarelli: «Sono morti per i diritti di chi lavora e per la democrazia»

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L’emergenza Covid non ferma la cerimonia che commemora il settantaduesimo anniversario dell’Eccidio delle Fonderie riunite di Modena. È in programma domani, alle 9.30, nell’area all’aperto dell’ex stabilimento in zona Crocetta. Alla commemorazione dell’uccisione di sei operai modenesi e del ferimento di numerosi altri ad opera della polizia avvenuta il 9 gennaio 1950 (chi abbia materialmente sparato e chi abbia dato l’ordine, non è mai stato chiarito dalla magistratura) partecipa anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli che deporrà una corona di alloro, ornata con il nastro gialloblù, al cippo che ricorda la strage. Sarà presente anche il gonfalone della città.

L’iniziativa è organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per ricordare i sei operai ritratti nel cippo accanto alla torre dell’acquedotto in via Ciro Menotti alla Crocetta, subito dopo il Ponte della Maserati. Quei giovani persero la vita sotto il fuoco della polizia durante lo sciopero generale proclamato dalla Camera confederale del lavoro il 9 gennaio 1950 contro i licenziamenti decisi dalla direzione aziendale. I sei operai erano Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti, mentre altre 200 persone rimasero ferite. Altri furono ingiustamente accusati e processati per poi essere assolti.

«Le loro vite spezzate mentre manifestavano per lavoro e diritti – sottolinea Muzzarelli – devono continuare a generare memoria attiva, all’insegna dei valori di democrazia e libertà alla base della nostra Costituzione. Una memoria che continuiamo e continueremo a onorare con le commemorazioni e con le azioni, anche attraverso il recupero di quest’area e dell’intero quadrante in cui troveranno sintesi il valore della memoria attraverso la presenza della nuova sede dell’Istituto storico di Modena, il valore del lavoro e il valore della progettazione del futuro grazie a interventi di rigenerazione dell'area e innovazione tecnologica per la mobilità che costituiscono opportunità di sviluppo della città in campo economico e occupazionale, oltre che culturale».

Non mancherà anche una testimonianza artistica. A lato del cippo ai caduti delle ex Fonderie sarà esposto il manifesto “9 gennaio oggi”, opera d’arte pubblica realizzata da Simone Ferrarini, del collettivo Fx, con il supporto dell’artista Carlo Cremaschi.

L’iniziativa rientra nell’ambito del programma sviluppato dal Comitato per la storia e la memoria del Novecento del Comune di Modena, in collaborazione con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil che, insieme all’Istituto storico di Modena, promuovono un momento di riflessione martedì 18 gennaio, intitolato “Dal 9 gennaio a oggi. Eredità e trasformazioni del lavoro tra il Novecento e gli anni Duemila”. Tra gli altri appuntamenti in programma il 9 gennaio il trekking storico nei luoghi della memoria e la rappresentazione teatrale “Memorie resistenti”, oltre al progetto “9 gennaio oggi” che porterà alla realizzazione di un murale. Le iniziative sono realizzate in collaborazione con Arci Modena, Modena Sobborghi, Modena futura, Circolo culturale Left Vibra, Lo Spazio nuovo.

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