Eccidio delle Fonderie, Modena ricorda i sei uccisi: "Morirono per il lavoro"
Numerosi partecipanti alla commemorazione a 72 anni dalla strage degli operai che chidevano lavoro davanti alle Fonderie. Il sindaco ha deposto una corona d'alloro al cippo dei sei giovani uccisi sottolineando la memoria dei fatti per dare valore al lavoro oggi. Nel cartellone la nuova opera del Collettivo Fx e di Giorgio Cremaschi
MODENA. Un folto pubblico (rispettoso delle norme anti Covid), la nuova opera d'arte-manifesto del Collettivo Fx e dell'artista modenese Carlo Cremaschi nel cartellone pubblicitario (una giovane repubblica italiana che tende il palmo della mano), delegazioni politiche, sindacali e associazionistiche per ricordare i sei giovani uccisi dalla polizia il 9 gennaio 1950 durante una manifestazione per il lavoro e contro la serrata delle Fonderie Questa mattina, domenioca 9 gennaio, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il presinte della Provincia Gianluigi Tomei hanno deposto la corona d'alloro al cippo in ricordo della strage degli operai accanto all'acquedotto di via Ciro Menotti. Muzzarelli ha sottolineato la centralità del lavoro e le difficoltà che si incontravano allora ed oggi: una continuità che vive attraverso la memoria di quella tragedia.
Alla cerimonia che commemora il 72° anniversario dell’eccidio delle Fonderie riunite di Modena nell’area dell’ex stabilimento in zona Crocetta, era presente anche il gonfalone della città.
L’iniziativa è stata organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per ricordare i sei operai che persero la vita sotto il fuoco della polizia durante lo sciopero generale proclamato dalla Camera confederale del lavoro il 9 gennaio 1950 contro i licenziamenti decisi dalla direzione aziendale. I sei operai erano Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti, mentre altre 200 persone rimasero ferite.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
