Gazzetta di Modena

Modena

Maranello. Un bilancio amaro per l’associazione 

Hewo chiude l’anno in difficoltà «Complicato fare arrivare aiuti»

S.P.
Hewo chiude l’anno in difficoltà «Complicato fare arrivare aiuti»

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la storia

Un anno drammatico quello appena trascorso per Hewo Modena, associazione con sede a Maranello che opera in Etiopia ed Eritrea da 35 anni a favore degli ammalati di lebbra, tbc e aids. Sì, perché è tempo di bilanci e sono bilanci amari. «Il 2021 - dicono dall'associazione - è stato un anno drammatico per i nostri fratelli in Etiopia. Non bastava la crisi alimentare, non bastava la pandemia, dal 4 novembre del 2020 è arrivata la guerra che vede contrapposto lo Stato Federale e la Regione del Tigray dove si trova il nostro centro e l’ospedale di Quihà». La pandemia ha ovviamente portato a innumerevoli difficoltà: nonostante ciò la comunità di Hewo è riuscita ad aprire un reparto Covid con 35 posti letto. «La mancanza di energia elettrica, di ogni tipo di comunicazione (telefono e internet sono tutt’ora interrotti) e le banche chiuse hanno reso impossibile far giungere aiuti per la maggior parte dell’anno». Anche l'altro centro di Garbo, in Oromia è stato investito dalla crisi determinata dalla guerra. «Là, grazie all’aiuto dei nostri sostenitori, dei nostri volontari e con uno specifico progetto finanziato anche dal Comune di Maranello, siamo riusciti a dare continuità al ‘Centro per i Diritti dei Bambini’, la scuola materna che accoglie 160 bambini offrendo loro oltre al gioco e all’istruzione, anche 2 pasti giornalieri. Giancarlo, uno dei volontari, parla delle difficoltà ai accedere ai bandi regionali: «Sono fatti a misura delle grandi organizzazioni. Per un nostro progetto per l’emergenza legato alla guerra in Tigray, non è stata ritenuta influente la compartecipazione in fase di realizzazione di Croce Rossa Italiana con la quale stiamo mettendo a punto un intervento per bambini e donne malnutriti profughi a Macallè, in quanto Croce Rossa non ha sede in Emilia. Nonostante le difficoltà Hewo conferma il suo impegno: «Tutto questo - concludono - non ci ferma e continua il nostro impegno al fianco dei poveri e degli ammalati in Etiopia, sperando che presto la pace e la pandemia ci permettano di andare in loro aiuto».



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