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Il cda Bper pronto al rilancio per l’operazione Carige

Gianluca Pedrazzi
Il cda Bper pronto al rilancio per l’operazione Carige

Riunione per rivedere l’offerta dopo quelli avanzati da Crédit Agricole e Cerberus Per gli analisti chiari vantaggi per la banca modenese 

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Gianluca Pedrazzi

La partita era facile prevederlo era solo all’inizio ma di sicuro Bper non starà alla finestra, in un piano di aggregazione ed espansione per dare vita al terzo polo bancario italiano che dopo quello ligure pervede altri passi. Il cda della banca di via San Carlo ha allo studio in queste ore una nuova offerta per Carige rivolta al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Modena dovrebbe presentare forse già domani una proposta più 'morbida' rispetto a quella non vincolante presentata lo scorso 14 dicembre, quando l'istituto guidato da Piero Montani offrì al Fitd di rilevare la sua quota e quella di Ccb, pari complessivamente all'88,3% del capitale di Carige, al prezzo simbolico di un euro, previa ricapitalizzazione per un miliardo della cassa ligure . Le attese sono per un'offerta in grado di competere con quella del Crédit Agricole, che si dice abbia limitato l'onere a carico del Fitd a circa 600-700 milioni, e compatibile con i limiti statutari del Fondo, che non può destinare più di 650 milioni a Carige. Ma sul piatto c’è anche una terza offerta per mettere le mani sulla secolare banca ligure: quella di Cerberus. Il ramo italiano del gigante Usa avrebbe formulato un’offerta da un euro per l’88% in mano al Fitd (80%) e a Ccb (il restante 8%) più l’opa residuale. Tre offerte che il Fitd ha annunciato saranno valutate nel corso della riunione di domani quando sono attese le eventuali decisioni. Ecco perché per domani è atteso il rilancio di Bper su Carige.

Se anche Bper abbassasse le sue pretese a 600-700 milioni di euro, la proroga al 30 giugno dei benefici fiscali alle fusioni, decisa in manovra a fine anno, consentirebbe al gruppo modenese di beneficiare comunque di una 'dote' analoga al miliardo di euro chiesto al Fitd lo scorso 14 dicembre, con una proposta che era stata accolta positivamente dal mercato. Carige e Bper potranno infatti convertire in crediti fiscali 380 milioni di Dta (attivit fiscali differite), con un beneficio netto calcolato dagli analisti di Equita in 320 milioni.

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