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Lama Mocogno. Le Piane prese d’assalto dalle famiglie «È l’assaggio del nostro piano di rilancio»

Daniele Montanari
Lama Mocogno. Le Piane prese d’assalto dalle famiglie «È l’assaggio del nostro piano di rilancio»

Boom di turisti nella stazione di Lama Mocogno, che guarda al futuro tra escursioni, rifugi e la prima scuola di sleddog 

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LAMA MOCOGNO. Sole, freddo e neve fresca: la combinazione perfetta per lo sci. E così ieri le Piane di Mocogno sono state prese d’assalto dai turisti, soprattutto dalle famiglie con bambini che hanno voluto assaporare tutta la magia del paesaggio ancora bianco.

Piste da bob (due), da discesa e da fondo gettonatissime per tutta la giornata, la più bella finora di quest’inverno. Condizioni prese al balzo anche per l’attività agonistica del Centro Federale di fondo, con tanti giovani e giovanissimi atleti in pista. Una soddisfazione per gli operatori, ma anche un assaggio di quello che le Piane potranno diventare col grande progetto di rilancio a cui si sta lavorando. Le idee sono tante e di grande fascino, alcune già operative.

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escursionismo

Intanto il calendario delle ciaspolate, che prevede praticamente per tutti i weekend fino a fine marzo un’uscita diurna o notturna (calendario su www.centrofondolamamocogno.it), particolarmente suggestiva nell’ambiente fiabesco con 40 km di sentieri. «Le ciaspolate sono nate alle Piane – sottolinea Giorgio Meiattini, responsabile comunicazione – siamo stati i primi a farle già negli anni’90». Legata all’escursionismo l’idea di riqualificare la vecchia pista del Lupo, ormai dismessa, per lo sci alpinismo, che si può già praticare (ci saranno anche corsi ad hoc) su neve fresca e non battuta: per la salita c’è a lato la vecchia strada panoramica di collegamento. Su quest’area, altri due progetti: «Il primo – spiega Meiattini – è quello di recuperare la vecchia Baita del Lupo rendendola un piccolo rifugio con 4-5 posti per una famiglia o un gruppo di amici che vogliono provare l’emozione di dormire in mezzo alla natura, in un posto completamente isolato dal mondo e raggiungibile solo a piedi. Se tutto va bene, sarà pronto per l’estate. Il secondo progetto è quello di realizzare a metà della pista, dove c’è la stazione di partenza del vecchio skilift, un rifugio vero e proprio da 25-30 posti, con una visuale incredibile. Se la Regione ci sostiene finanziariamente, è una cosa che in 2-3 anni si può fare». Si sta progettando poi un percorso in quota che si prospetta tra i più belli di tutto l’Appennino: 12 km sia per ciaspole che d’estate per bike e trekking, tra i 1350 e i 1600 metri. Ovviamente verrà potenziato il sistema di innevamento, sia sul fondo che sulla discesa: «Ci lavoreremo a primavera» spiega.

animali e sleddog

L’altro aspetto che guiderà la riqualificazione e promozione delle Piane è il binomio natura-animali. Qui i bambini possono già provare l’emozione di vedere esemplari particolarissimi nell’oasi sviluppata da Mazzieri sul percorso circolare che si prende dalla chiesetta: dietro al recinto yak, mucche scozzesi, un cammello siberiano, struzzi, alpaca e molto altro. Dagli animali da vedere si passerà presto a quelli con cui interagire: i pony innanzitutto, con cui andare a passeggio sia d’estate che d’inverno. E poi i cani da slitta: «Al ritorno dalla Norvegia, arriverà qui da noi Luca Fontana con cui creeremo una scuola di sleddog, la prima dell’Appennino. Abbiamo i sentieri, abbiamo la natura: sarà una grande attrattiva». «Meiattini è il primo che mi ha invitato con insistenza a collaborare a un progetto – dice Luca, ancora in viaggio per il Nord – mi ha fatto molto piacere, e credo proprio che ne uscirà qualcosa di bello, soprattutto per i bambini».


 

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