«Polo estrattivo 9 Il sindaco lo chiuda in tempi rapidi»
Sabina Piccinini attacca la giunta per la mancata cessazione dell’attività «Non possiamo aspettare i tempi dei cavatori»
SPILAMBERTO. Se anche il nuovo frantoio di Altolà non venisse realizzato, i due vecchi frantoi ancora pre-senti lungo il Panaro dovranno essere comunque smantellati perché in cambio è già stata concessa l’escavazione di enormi quantitativi di ghiaia. Lo sottolinea Sabina Piccinini, capogruppo di opposizione a Spilamberto. Che ricorda: «Nel dicembre 1994 la Provincia definì i frantoi lungo il fiume di “urgente ricollocazione” in quanto insediati in un’area vincolata, non idonea per tali impianti. La chiusura e lo smantellamento del frantoio “Ex Lamces” di via Roversi venne sancita con un accordo ben preciso, approvato nella seduta di Consiglio del 2013, col quale venne autorizzata, quale contropartita, l’escavazione di 500mila metri cubi di ghiaia al Polo estrattivo di Altolà. Nel 2020 l’impresa proprietaria del frantoio aveva già scavato 468.432 metri cubi di ghiaia, ma questo al sindaco non basta e continua a mettere in discussione la chiusura dei frantoi. Il frantoio di via Modenese avrebbe dovuto essere smantellato addirittura entro il 2012 e per ottenere la sua dismissione, già nel lontano 1998 l’amministrazione concesse ai cavatori l’escavazione di circa 400mila di metri cubi di ghiaia al Polo estrattivo di Altolà».
Quel “bonus” di ghiaia è stato scavato, ma il frantoio è ancora lì. I tempi di realizzazione del nuovo frantoio di Altolà previsto al Polo estrattivo 9 si sono allungati a causa di una richiesta di proroga al 2025 presentata dai cavatori, decisamente strana se si considera che il permesso di costruire è stato rilasciato nel 2015. Intanto il paesaggio fluviale oggi è solo degrado, fra scavi, frantoi obsoleti, laghi di fango, sabbie mobili. La carreggiata lungofiume è ancora martoriata dal traffico pesante dei camion di ghiaia».
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