Code e assembramenti Caos all’ufficio postale
la storia
Continuano le criticità alle Poste, tra assembramenti e code infinite. Come ci segnala Adriano Anceschi, un nostro lettore, lunedì pomeriggio erano ben 42 le persone all’interno della sede di via San Paolo, nonostante questa, data l’attuale situazione di emergenza sanitaria, potrebbe ospitarne 30. Tra chi è rimasto in attesa per interminabili minuti c’è il signor U.P.: «È entrata una persona ed ha parcheggiato il monopattino all’interno della struttura, nonostante per le sue caratteristiche di alta infiammabilità sia vietato. La direttrice - racconta il cittadino - lo ha fatto notare e la persona noncurante ha detto di voler chiamare le forze dell’ordine e ha lasciato il monopattino lì». E mentre la fila continuava diventare sempre più lunga, dalla macchinetta venivano ancora erogati biglietti: «Sono le 16.53 ed ho 74 persone davanti: è impossibile che io venga servito», così un altro cittadino. Non sono mancate le difficoltà per gli anziani: «Sono stata mandata fuori al freddo - così una di loro - tenete conto che ho 82 anni, mentre dentro ci sono delle persone che possono tranquillamente attendere il turno fuori». La lunga attesa e i disservizi hanno fanno innervosire i presenti, come da tempo accade, specie da quando è iniziata la pandemia. «La direzione delle poste - denuncia il nostro lettore, facendosi portavoce di segnalazioni che si susseguono da settimane - non presta la dovuta attenzione ai problemi dovuti alla diffusione del virus, permettendo con comportamenti non consoni un facile contagio all’interno della struttura. Nessun addetto alle pulizie o sanificazione viene impiegato per tutta la giornata del turno lavorativo».
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