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indagini dei carabinieri 

Con le moto da enduro sul sentiero protetto: scoperti su Facebook

Adriano Arati
Con le moto da enduro sul sentiero protetto: scoperti su Facebook

Il 2 gennaio erano saliti sul monte Prampa nel Reggiano Sono stati multati di 500 euro. Si cercano altri 5 amici

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Oltre cinquecento euro di multa a testa per due modenesi per aver raggiunto la vetta del monte Prampa nel Reggiano con le loro moto enduro.

Arrivano le prime sanzioni per il gruppetto di sette appassionati di due ruote che il 2 gennaio scorso hanno approfittato della bellissima giornata di sole per un’uscita in montagna verso il monte Prampa a Villa Minozzo, all’interno di un’area Sic/Zps (Zona di protezione speciale) in cui vige assoluto divieto di passaggio con mezzi a motore. Sfruttando la potenza e l’agilità dei loro veicoli, leggeri e molto adatti anche a irte ripide, hanno percorso il sentiero Cai 623 che porta sino alla sommità del Prampa. Nel loro viaggio sono stati notati da alcuni escursionisti che procedevano a piedi nella stessa direzione e che hanno ritrovato gli “enduristi” proprio in cima al monte.

È scattata la segnalazione alla Gazzetta di Reggio e ai carabinieri della stazione del Parco Nazionale di Ligonchio.

Il Prampa non rientra nel perimetro vero e proprio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, ma è compreso nel Sic-Zps T4030004 “Val d’Ozola, Monte Cusna”, gestito comunque dallo stesso ente. Le verifiche dei forestali hanno portato ad acquisire una serie di immagini pubblicate su Facebook e ad ascoltare alcune presenti.

Grazie alle indicazioni ed agli scatti con i numeri di targa, i militari sono riusciti ad identificare due dei setti motociclisti che componevano il gruppo. Sono due modenesi, a cui ora è stata notificata una sanzione amministrativa, con relativa pena pecuniaria, relativa alla violazione dell’articolo 60 della Legge regionale 6 del 2005.

La vicenda non si esaurisce qui, le prove e le testimonianze confermano che altri “enduristi” presenti sul Prampa il 2 gennaio e ora i carabinieri forestali proseguiranno nella loro attività per cercare di dare un nome anche agli altri cinque soggetti coinvolti, partendo ovviamente dal giro comune di appassionati dei due modenesi multati protagonisti di una giornata in trasferta non certo memorabile.

Adriano Arati

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