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Esami all’università: si cambia Accordo per la modalità online

Alice Benatti
Esami all’università: si cambia Accordo per la modalità online

Attivata la modalità a distanza anche per i fuori-sede con lunghe percorrenze, chi convive con positivi Covid e chi aspetta l’esito del tampone

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Alice Benatti

Università: Unimore ha deciso di ampliare le situazioni in cui gli studenti potranno richiedere gli esami on-line nella sessione di gennaio e febbraio. Dopo la circolare del 6 gennaio che ne confermava lo svolgimento prioritariamente in presenza e le conseguenti polemiche dei giorni scorsi - Unione degli Universitari Udu Modena e Reggio aveva accusato l’ateneo di ignorare le esigenze degli studenti e in particolare di quelli fuori sede (oltre il 41%) – ieri è infatti arrivata una nuova circolare che comunica l’ampliamento delle casistiche dopo, come si legge, «proficui incontri con la Conferenza dei direttori e con le rappresentanze studentesche». In base alle nuove regole potrà chiedere lo svolgimento degli esami a distanza anche «chi, in relazione alla zona di provenienza, necessiti di mezzi di trasporto a lunga percorrenza, col conseguente rischio di esposizione al contagio; chi conviva con soggetti positivi al Sars-Cov-2 o che siano in attesa dei risultati del tampone; chi, non per sua responsabilità, non abbia ottenuto in tempo utile il rilascio di necessaria certificazione». Per la positività al Covid-19, che ovviamente già rientrava nei casi di esonero dalla presenza, si specifica inoltre che fa fede anche il tampone rapido nasale ad uso domestico. «Chi farà richiesta di esame a distanza dovrà compilare e allegare un’apposita autodichiarazione attraverso la quale il dichiarante assume su di sé tutte le responsabilità civili e penali di quanto dichiarato», avverte l’Ateneo, che riduce anche da 48 a 24 ore dall’inizio dell’appello il tempo entro cui gli studenti dovranno comunicare al docente titolare dell’esame la volontà di svolgere l’esame di profitto a distanza. Sui social, con un’immagine di un fuoco d’artificio, Unione degli Universitari Udu parla di «vittoria», seppur precisando che la situazione si è conclusa in maniera non completamente positiva. «Si è ottenuto sia un passo in avanti – scrive l’associazione – riteniamo comunque che la modalità di esecuzione dell’esame dovrebbe poter essere scelta senza categorizzazione poiché il diritto alla salute non dovrebbe essere ridotto a “paura di ammalarsi”».

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