Scoperti in 48 ore gli imbrattori della Scala dei Turchi
agrigento. Hanno impiegato 30 minuti per cospargere di polvere di ossido di ferro, contenuta in due grossi sacchi, la scogliera di marna bianca della Scala dei Turchi di Realmonte, uno dei gioielli naturalistici della Sicilia. Non un banale raid vandalico, ma una vera e propria sfida alle istituzioni e a tutto il territorio dell’Agrigentino. I carabinieri nel giro di neanche 48 ore sono però riusciti a fare piena luce sulla vicenda, identificando e denunciando i due presunti responsabili del danneggiamento. Uno dei due indagati – per l’ipotesi di reato di danneggiamento di beni avente valore paesaggistico – martedì sera, incalzato dalle domande dei carabinieri, ha anche ammesso la propria presenza in prossimità della Scala dei Turchi. Si tratta del proprietario del furgone immortalato dalle telecamere di videosorveglianza. Sono stati ben 50 – fra Favara, dove risiedono gli indagati, e Realmonte, passando anche per Agrigento e Porto Empedocle – gli impianti controllati e i filmati acquisiti dai militari. Le immagini hanno permesso di identificare il numero di targa del furgone, dal quale sono scese due persone trascinando i sacchi che contenevano polvere di ossido di ferro. I sospetti dei carabinieri si sono subito concentrati su un pregiudicato, già noto per essere stato l’autore di danneggiamenti analoghi. Il furgone è stato rintracciato a Favara e al suo interno sono state trovate tracce di polvere di ossido di ferro. Successive perquisizioni hanno consentito di ritrovare, nei magazzini ispezionati, guanti e vestiti sporchi della stessa polvere. Il materiale sequestrato verrà adesso comparato con la polvere trovata sul furgone, all’altezza del finestrino del passeggero, e con quanto repertato proprio lungo la scogliera di marna bianca.
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