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Modena, insegnante si rifiuta di indossare la Ffp2: gli studenti lasciano l’aula

C’era l’obbligo su disposizione Ausl. La prof delle medie Carducci ha chiamato il 112 ma gli agenti l’hanno multata: era senza super green pass


14 gennaio 2022 Giovanni Balugani


MODENA. Una professoressa che non rispetta le indicazioni anti-contagio, una classe che abbandona l’aula in segno di protesta e per tutelare la salute di tutti e quella stessa insegnante che viene multata dalla polizia locale poiché senza super green pass. È lo scarno riassunto di quanto successo ieri alle scuole medie Carducci in una terza dove i ragazzi «sono stati costretti a prendere una decisione più grande della loro età», come ha riferito un genitore.

Lo scontro nasce dal mancato utilizzo da parte dell’insegnante della mascherina Ffp2: da due giorni, infatti, era stato segnalato un caso di positività tra gli studenti. Un’eventualità che, secondo le nuove disposizioni del governo, impone per alunni e docenti l’utilizzo per dieci giorni della mascherina Ffp2, uno strumento ben più protettivo rispetto alla classica chirurgica. La professoressa in questione, tuttavia, di indossare la Ffp2 proprio non ne ha voluto sapere e si è presentata in aula con la sola chirurgica.

Era peraltro il secondo giorno consecutivo che ciò avveniva. Già mercoledì la scena si era ripetuta con vivaci proteste dei ragazzi alle quali l’insegnante aveva risposto con frasi negazioniste, rifiutando l’utilità delle mascherine, del gel e del distanziamento e sentenziando l’incapacità del governo Draghi. Di fronte a questa reazione gli alunni non sono andati oltre, ma hanno riferito il tutto ai genitori anche per cercare di capire come comportarsi. Così la dirigente scolastica è stata informata della situazione, al pari del professore di matematica che è un punto di riferimento per ragazzi e famiglie. Quest’ultimo ha consigliato agli studenti, nel caso in cui si fosse presentata ancora senza Ffp2, di uscire dalla classe per tutelare la salute dei presenti.

Ieri, durante le ultime due ore, era in programma un compito in classe con la professoressa protagonista della vicenda; e di nuovo si è presentata solo con la chirurgica. Al nuovo invito da parte degli studenti si è ancora rifiutata.

A quel punto sono usciti dalla classe: «Sono stati costretti – precisa un genitore – a prendere una decisione dirompente: mettersi contro un professore».

Secondo quanto riferito dagli studenti la professoressa li avrebbe anche filmati mentre abbandonavano l’aula; quelli uscendo hanno cercato un confronto con la vicepreside e con il professore di matematica.

«In pochi minuti si sono consumati una serie di episodi molto gravi», sottolineano ancora i genitori.

Nonostante tutto la situazione viene ricomposta, gli altri insegnanti convincono la classe a rientrare a patto che la docente non ricominciasse con l’atteggiamento tenuto in precedenza. Nulla da fare. Ancora una volta ha ripreso con discorsi negazionisti sul Covid obbligando di nuovo gli studenti a uscire dall’aula, ma stavolta hanno telefonato ai genitori per farsi venire a prendere.

Nel frattempo la professoressa ha chiamato per due volte il 112. Alle Carducci è giunta una pattuglia della polizia locale. Gli agenti le hanno comminato una sanzione di 400 euro per la violazione delle norme anti-contagio. Stando a quanto raccolto, infatti, era anche sprovvista del green pass rafforzato e dunque tecnicamente non poteva mettere piedi all’interno della scuola. Non solo, secondo le nuove normative sarebbe già dovuta scattare nei suoi confronti la sospensione.

La storia non termina qui, poiché l’insegnante ha anche scritto una nota sul registro elettronico incolpando gli alunni dell’annullamento del compito previsto ed evidenziando come una parte della classe abbia abbandonato l’aula senza alcuna autorizzazione.

Oggi è prevista una nuova ora di lezione con la stessa professoressa e non è ancora chiaro se le sarà consentito di accedere a scuola o meno.

Quello che è certo, evidenzia ancora un genitore, è che dopo una giornata così resta «una grande amarezza», ma anche la consapevolezza che i giovani hanno preso una decisione di estrema civiltà.

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