Riaprono due sale scommesse Il gestore: «Troppe restrizioni»
Iacoletti (Goldbet Modena): «I giudici hanno capito che la Regione è in errore Torneremo in aula in giugno ma possiamo sconfiggere la ludopatia insieme»
Gabriele Farina
«Un’ordinanza importantissima». Il Comune di Modena perde al Tar contro due agenzie di scommesse presenti in città. Raffaele Iacoletti (titolare di Goldbet Modena) e Clamass Sas hanno fatto ricorso al tribunale di Bologna contro la chiusura degli spazi. Nello specifico, il Comune aveva rigettato il 20 ottobre scorso le rispettive richieste di prorogare le attività.
«Finalmente un giudice sta capendo che la legge regionale e soprattutto quella del Comune sono più restrittive del dovuto», commenta Iacoletti.
La legge regionale a cui fa riferimento il titolare è la numero 5/2013, più volte modificata. La norma istituisce il “distanziometro” di cinquecento metri tra i luoghi del gioco legale e i posti sensibili.
Nell’elenco rientrano le scuole e gli ospedali, gli edifici religiosi e gli oratori, gli impianti sportivi e gli spazi giovanili. Un elemento giudicato problematico è la retroattività. Il Comune è nel mirino per i parcheggi pubblici. Il 7 novembre 2019 è stato approvato il Regolamento urbanistico edilizio. Il testo introduce quattro posti auto privati e altrettanti pubblici ogni cento metri di superficie concessi.
«Il Comune di Modena ci aveva di fatto espulsi», la critica di Iacoletti.
Le due agenzie non si sono date per vinte, appellandosi in giudizio alla decisione del Comune. Mercoledì scorso la decisione del Tar, firmata dai giudici Andrea Migliozzi, Maria Ada Russo e Paolo Amovilli. «Si ritiene che nella comparazione dei contrapposti interessi debba darsi prevalenza alle ragioni della ricorrente, trattandosi di esercizio (cosiddetto “corner”) già esistente – il passaggio affine alle due ordinanze – e per altro a lungo soggetto a chiusura per effetto della normativa emergenziale sulla pandemia in atto».
Il prossimo 15 giugno 2022 le parti torneranno in giudizio rispetto al merito della vicenda: la proroga delle attività. Il riferimento è all’articolo 103 del “Cura Italia” (decreto legislativo 18/2020). Intanto, le saracinesche restano alzate.
«Non sono calati i numeri della raccolta del gioco a Modena – aggiunge Iacoletti – Possiamo contrastare la ludopatia insieme. Noi possiamo allontanare dalle sale i ludopatici». Un appello che lo stesso titolare aveva lanciato il 13 novembre scorso, annunciando il ricorso al tribunale amministrativo regionale.
«Non si stanno rendendo ancora conto dell’incremento delle giocate online – conclude Iacoletti confermando i dati che stanno iniziando ad arrivare – il nostro sito è collegato all’Agenzia delle Entrate ed è controllato. Se una persona va però a giocare sui siti esteri non è mai scoperto e può sviluppare forme di ludopatia. Con l’ordinanza tuteliamo l’attività e dipendenti. Siamo cinque famiglie da mantenere».
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