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Romana nord, stop alle palazzine Il proprietario porta il Comune al Tar

Serena Arbizzi
Romana nord, stop alle palazzine Il proprietario porta il Comune al Tar

Bocciato da Palazzo Scacchetti il progetto di costruire edifici residenziali tra la zona Autotrasportatori e via Remesina

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Serena Arbizzi

È finita in tribunale la scelta del Comune di bocciare un piano particolareggiato per la costruzione di alcuni complessi residenziali tra la tangenziale Losi, via Remesina, via Brunelleschi e la Romana nord, all’altezza della rotatoria in zona Autotrasportatori.

I proprietari del terreno, infatti, hanno presentato ricorso al Tar dopo la bocciatura del piano, che prevedeva la realizzazione di alcuni immobili residenziali. Il tribunale amministrativo regionale, per il momento, ha respinto la richiesta dei privati, ma ha fissato un’altra udienza dove il caso sarà analizzato nel dettaglio nei prossimi giorni.

La proposta era arrivata sul tavolo di Palazzo Scacchetti quando, in sede urbanistica, si era presa l’iniziativa di raccogliere le proposte dei proprietari dei vari comparti per disegnare la città del futuro.

«Abbiamo fatto quell’importante atto di manifestazione interesse dando criteri di pubblico interesse a quello che sarebbe rimasto da attuare del territorio – spiega l’assessore all’Urbanistica Riccardo Righi – Il nostro atto era incentrato non sul mandare avanti tutto, ma solo i progetti che avrebbero trasformato la città con il criterio dell’interesse pubblico».

A quella manifestazione di interesse parteciparono cinque soggetti che rappresentavano più fette di terreni in tutta la città. «Abbiamo fatto questa manifestazione di interesse per chiudere il piano regolatore – aggiunge Righi – Tutti i proprietari che avevano terreni all’interno di comparti edilizi ancora non attuati potevano candidarsi per fare le proposte di trasformazione. Alla manifestazione che abbiamo chiuso in Consiglio comunale lo scorso autunno dei cinque comparti che avevano partecipato, due sono stati autorizzati e tre no. Due, infatti, avevano elementi di pubblico interesse che rispondevano ai criteri prescelti. Per gli altri tre, invece, non c’erano elementi sufficienti di interesse pubblico. Tra i piani che non sono passati c’è proprio quello ricompreso tra la Losi e la rotonda degli Autotrasportatori, tra Remesina interna, via Brunelleschi e la Provinciale 413 (ossia la Romana nord). Non avevano criteri minimi tali da essere autorizzati».

Nel caso specifico, poi, si parla di un piano particolareggiato risalente a prima del 1984. «È figlio di un’epoca urbanistica che non ci sarebbe più stata – specifica Righi – In 38 anni non si era mossa una foglia, poi è arrivata la proposta che, come chiarito, non aveva i criteri necessari per essere approvata. I proprietari, infatti, volevano costruire delle palazzine, edifici residenziale, ma, in cambio, non sono state proposte riduzioni di volumi, nemmeno cessioni per il verde pubblico e neanche quote di edilizia residenziale sociale. Il piano era centrato sulla conservazione indici edificatori, estremamente alti, perché in quell’ambito urbano si parla di edifici molto grossi», rimarca il titolare dell’Urbanistica.

Questa proprietà ha fatto ricorso al Tar chiedendo la sospensiva e l’annullamento della delibera di Consiglio. Rispetto a quell’atto il Tar ha rigettato l’istanza perché «manifestamente infondata», però è stata fissata una camera di consiglio in cui il caso verrà di nuovo preso in esame e il Comune, ha nominato un avvocato per difendere la propria posizione. «Siamo molto tranquilli perché il nostro operato è stato corretto e trasparente – conclude Righi – Inoltre, abbiamo tutelato il suolo. Altro che cementificazione...».

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