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Staff del rifugio positivo: arriva l’amico da Cervia per tenere aperto

M.V.
Staff del rifugio positivo: arriva l’amico da Cervia per tenere aperto

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la bella notizia

Da Cervia a Sestola per gestire il rifugio dell’amico. In mezzo ci sono 200 chilometri, il doppio se si considera andata e ritorno. Il caso è curioso e ci porta sulle piste del Cimone, presso il Rifugio del Firenze Ninfa, il cui titolare è Matteo Baisi.

Tutto inizia il 2 gennaio, quando la cuoca della struttura risulta positiva al Covid-19. «Per precauzione abbiamo mandato a casa tutto lo staff – racconta Matteo – anche se erano tutti negativi. Avevamo paura che potesse saltare fuori qualche caso fuori nei giorni seguenti e volevamo evitare focolai. Così ho chiamato un mio amico di vecchia data. Maurizio Baroncelli di Cervia, proprietario del Lido Beach, che era appena arrivato a casa, dopo che aveva trascorso il capodanno proprio qui da noi. Ha rifatto le valigie ed è tornato con la sua compagna. Con l’aiuto di una terza persona, una ragazza che si è occupata delle pulizie, hanno riaperto la struttura. Abbiamo riaperto le camere su Booking alla mattina, non appena arrivati, e alla sera eravamo già pieni».

Così per 10 giorni il rifugio si è trasformato in un B&B, solo pernottamento e colazione, con le sue otto camere gestite da Maurizio e la sua compagna. «Ci hanno messo una bella pezza, hanno fatto qualcosa di straordinario. Posso solo ringraziarli infinitamente. La mole di lavoro – continua Baisi – è stata suddivisa anche con le mie cugine, Elena e Monica De Toffoli, che da casa, in isolamento, curavano i conti e Booking, quindi prenotazioni e cancellazioni. Ovviamente l’incasso non è paragonabile ad una piena attività, si aggira attorno al 25%. Però ci riteniamo soddisfatti».

L’isolamento autoimposto sta per finire per la famiglia Baisi e per tutto lo staff. Presto il rifugio tornerà alle sue piene funzioni e riaprirà le porte anche durante il giorno. «Appena la cuoca ufficiale uscirà dalla quarantena torneremo operativi al 100%. Per il momento abbiamo riiniziato a fare mezza pensione, perché mia cugina, negativa al tampone, si è resa disponibile in questi giorni per preparare la cena. Prima, nei giorni in cui c’era solo Maurizio, i clienti venivano portati con una navetta a Fanano. Li venivamo a prendere al rifugio e li portavamo all’hotel Firenze. In questi lavori – ride Matteo – bisogna reinventarsi, adattarsi alle evenienze».



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