«Manca sicurezza? No, è una percezione Gli operatori devono essere più cauti»
L’assessore Lugli: «Dati in calo da tempo». Ma arrivano subito critiche: «Ciò che viene raccontato ogni giorno è realtà»
Ernesto Bossù
È servito un Consiglio comunale di oltre 4 ore per discutere di un tema delicato come quello della sicurezza a Carpi. Questo perché negli ultimi giorni è salita in cattedra l’opposizione, che chiede maggiore tutela anche e soprattutto in relazione all’aumento, nell’ultimo periodo, dei reati in zona. La criticità più recente in ordine cronologico l’ha portata all’attenzione “Carpi c’è”, associazione che riunisce più di 200 commercianti della zona e che aveva denunciato l’eccessiva tutela nei confronti dei delinquenti.
A rispondere alle lamentele con una certa franchezza è stata l’assessore alla Sicurezza, Mariella Lugli: «I dati nazionali, regionali e locali dimostrano che c’è un’evidente riduzione del numero dei crimini, anche grazie all’importante attività che qui hanno svolto le forze dell’ordine. Tutto ciò a fronte di una quantità di operatori che a livello di Carpi e dell’intera provincia non sono all’altezza delle necessità che ha la provincia stessa». Come riportato da una presentazione che l’assessore aveva d’appoggio durante la seduta del Consiglio comunale, nell’intera provincia di Modena durante il 2018 sono stati eseguiti 114.702 controlli, con un aumento del 6% l’anno successivo. A conti fatti, dunque, i numeri del 2019, gli ultimi disponibili nel periodo pre-pandemia, ci raccontano di 122.791 controlli fatti, 8mila in più rispetto ai 12 mesi precedenti.
«Prendiamo però il primo semestre di ogni anno – continua la Lugli rivolgendosi all’assemblea – visto che nel suo complesso il 2020 è stato un momento storico molto anomalo. Si rileva che nei primi sei mesi del 2021, dove il lockdown non c’era e la zona arancione era stata percepita come un “liberi tutti”, è presente una contrazione importante di reati». Per la verità i primi sei mesi dell’anno appena passato, quindi del 2021, l’intera regione non li ha trascorsi completamente in zona arancione. Infatti dal 15 marzo al 12 aprile, quindi per poco meno di un mese, il territorio regionale è stato completamente in rosso, con la provincia di Modena entrata nella fascia più limitante già da due settimane (4 marzo 2021). Peraltro le stesse limitazioni previste dalla fascia arancione non erano così permissive: coprifuoco dalle 5 alle 22, visite vietate ad amici e parenti al di fuori del proprio comune se questo contava una popolazione superiore a 5mila abitanti, e presenza a scuola garantita al 50%.
Ma poi l’attenzione si sposta sui giornali: «Nonostante i reati siano diminuiti nel corso degli anni – afferma Lugli riprendendo le parole dell’attuale prefetto di Trento Gianfranco Bernabei – il numero di cittadini che continua a percepire la realtà diversamente da ciò che raccontano i numeri è rimasto costante. Uno dei fattori principali è quello della stampa, che in Italia dedica agli eventi criminali le pagine iniziali, concedendo così tanta pubblicità immeritata».
A rispondere alle accuse dell’assessore è stata Forza Italia Carpi che, con una nota, giudica queste affermazioni «gravissime e assolutamente non condivisibili. Se la persona che ha la responsabilità di tutelare la nostra città dalle violenze – continuano i forzisti – a cui abbiamo assistito negli ultimi anni fa delle dichiarazioni simili, allora significa che è inadatta a questo ruolo. All’assessore diciamo che può elencare tutti i dati che vuole, ma le notizie pubblicate sui giornali puntualmente rappresentano la pura realtà che i cittadini vivono ogni giorno». Poi concludono con una domanda: «I carpigiani si meritano un assessore che legge i giornali ma che non prende atto di quello che accade nella realtà?».
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