Il paese delle meraviglie tra cultura e natura Così rinasce l’asilo Rodari
La scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo 3 si rinnova grazie ad un progetto che importa una nuova concezione degli spazi
l’inaugurazione
pietro gasparin
L’architettura e la pedagogia si fondono insieme per dare forma ad un’iniziativa nuova, formativa ed educativa. Questo è come potremmo definire il progetto, inaugurato ieri mattina, presso la scuola d’infanzia Gianni Rodari “La casa dei bambini”. Dopo due durissimi anni di lavoro il dirigente scolastico Daniele Barca e gli insegnanti dell’istituto comprensivo 3 di Modena, accompagnati dalla professoressa Beate Weyland dell’università di Bolzano e dall’architetto Sebastiano Longharelli, hanno dato alla luce un nuovo modo di fare scuola e formazione. I piccoli alunni dell’istituto Rodari, al ritorno dalle vacanze di Natale, hanno ritrovato, infatti, gli spazi interni della loro scuola completamente modificati e ridimensionati. «Cinque anni fa tutto questo era assolutamente impensabile, la scuola era davvero da buttare per come era messa. Stavamo per gettare la spugna quando, grazie all’incontro con Beate, abbiamo capito che, in quelle buie ed austere aule in cui i nostri bambini passavano le giornate, c’era del potenziale. Ora i nostri piccoli alunni potranno scoprire il mondo della natura, della scienza e della cultura attraverso sale tematiche finemente progettate per l’apprendimento ed ispirate al viaggio di “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll. Come, infatti, nel libro Alice impara e cresce attraverso l’incontro di buffi personaggi, così i bambini cresceranno in un mondo fatto di colori e cultura, sperimentando ed apprendendo in sale che hanno proprio il nome dei personaggi della storia». Così ci ha raccontato il dirigente dell'istituto comprensivo 3 Daniele Barca. All’inaugurazione degli spazi c’erano anche i più importanti rappresentanti delle istituzioni comunali e regionali, tra cui l’assessore Grazia Baracchi: «Dopo due anni di Covid questo è il regalo più bello che si potesse fare ai nostri bambini ed agli insegnanti che, in condizioni davvero estreme, hanno sempre svolto il loro lavoro al massimo, senza mai tirarsi indietro. Questa è davvero una vittoria di tutti che porterà nuova linfa vitale a questa scuola». La sinergia tra due professionisti ha quindi trapiantato il modello “nordico” di fare scuola, in cui i bambini sono istruiti giocando in un ambiente assolutamente stimolante ed all’avanguardia, nella realtà modenese. Una boccata d'aria fresca dopo i durissimi anni del Covid, un nuovo inizio per le scuole Rodari. Il mondo della scuola riparte da qui.
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