La polizia locale davanti alla Prefettura: «Dateci i nostri diritti»
Sentita partecipazione ieri mattina allo sciopero indetto dalla polizia Locale, con la mobilitazione di un centinaio di agenti nel presidio davanti alla Prefettura. Organizzata dal Sulpl, l’iniziativa ha visto partecipazione da tutta la provincia ma anche da Reggio, Ferrara, Bologna.
Toni composti ma determinati, in una protesta legata all’iniziativa del Ministero dell’Interno di modificare sensibilmente – “stravolgere” per i manifestanti – la proposta di riforma che questa polizia aspetta dal 1986, nonostante che il testo fosse stato già votato all’unanimità dalla prima Commissione Affari Costituzionali della Camera. «Nel nuovo testo è svanito il contratto pubblico – sottolineano Donato Caccavone, segretario provinciale del Sulpl, ed Elisa Fancinelli, referente per la città – è ritornata la dicitura “Polizia Amministrativa locale”, sono state confuse qualifiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, non è chiaro il regime previdenziale, sono demandate esclusivamente alle Regioni la formazione, la scelta della livree dei veicoli, delle divise e dei distintivi di grado. Pur svolgendo funzioni di polizia giudiziaria, con riconoscimento da parte della comunità e con ampia delega da parte dell’Autorità Giudiziaria, resta ancora escluso, o meglio limitato, l’accesso alla banca dati SDI».
«È molto semplice il concetto – chiosa Caccavone – lo Stato ci fa fare polizia giudiziaria e sicurezza pubblica? Allora si assuma la responsabilità per quello che ci affida, ci riconosca i titoli e il trattamento giuridico e previdenziale conseguente».
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