Quote latte milionarie Per gli allevatori arriva la prescrizione
Quattro imprenditori contestano le esose cartelle esattoriali Il giudice annulla i pagamenti: impossibile fare i conteggi
SAN FELICE. Un sospiro di sollievo per quattro imprenditori del latte della Bassa; per anni hanno vissuto con l’angoscia di pagamenti che loro contestavano, ma destinati a finire a ruolo. E difatti le cartelle esattoriali, inviate dall’Agenzia delle Entrate per conto di Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), erano arrivate puntuali, costringendo gli allevatori a fare ricorso. Tutti rappresentati dall’avvocato Gian Carla Moscattini hanno presentato le proprie istanze di fronte al tribunale amministrativo regionale e due di loro si sono già visti cancellare i presunti debiti: si parla rispettivamente di 735mila euro e di 12mila euro. Ma all’orizzonte già si intravvedono provvedimenti analoghi per altri due allevatori che hanno pendenze contestate per 516mila euro e 71mila euro. Nei loro casi è comunque già arrivata una sospensiva del pagamento “ritenuto che, allo stato, sussistano i presupposti per accogliere l’istanza cautelare presentata dal ricorrente”.
Le contestazioni mosse da Agea sono collegate alle quote latte e a prelievi supplementari che affondano le radici addirittura al secolo scorso. Proprio per la loro vetustità l’avvocato Moscattini è stata in grado di contestarne una parte, evidenziando come sia già abbondantemente intervenuta la prescrizione e che nulla si deve. Ma è soprattutto sulla quota più consistente che il lavoro del legale si è concentrato, andando ad approfondire i limiti interpretativi che l’Italia ha sempre applicato nell’analisi delle quote latte.
«Si tratta di debiti per prelievi supplementare del latte conteggiati dall’amministrazione italiana in aperta violazione dei regolamenti comunitari – ha contestato – sia per mancata effettiva verifica delle produzioni nazionali, sia per effettuazione di compensazione e di operazioni di imputazione - restituzione eseguite in violazione della normativa comunitaria. Poiché l’Italia non è mai stata in grado di verificare l’effettivo superamento della quota nazionale, non è possibile valutare se effettivamente è dovuto un prelievo supplementare e se sì, calcolarlo a carico degli allevatori».
Una tesi che ha convinto il collegio giudicante, presieduto da Giancarlo Mozzarelli, che ha accolto i due ricorsi degli allevatori, annullando le cartelle esattoriali.
F.D.
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