Gazzetta di Modena

Modena

la camera penale peroux 

Carcere, tra isolamenti e timori «Complicato comunicare»

Riccardo Chiossi

2 MINUTI DI LETTURA





Riccardo Chiossi

Un mondo troppo spesso considerato ai margini, poco visibile e quindi più complicato da vivere. Ma anche il carcere, o forse è meglio dire soprattutto il carcere, vive questo periodo di pandemia con grande difficoltà. I contatti con l’esterno, già complessi in condizioni normali, sono ridotti al lumicino, siano essi quelli con i familiari oppure con i proprio legali. E se in questo contesto umanamente complesso si inserisce anche qualche positività di troppo allora le condizioni dei detenuti non possono essere messi da parte.

È in questa complicata situazione che l’Osservatorio Carcere e Magistrato di Sorveglianza si è mosso per dare un chiaro quadro generale delle condizioni sanitarie dei detenuti modenesi alla Camera Penale Carlo Alberto Perroux. L’Osservatorio studia i problemi normativi e pratici dell’ordinamento penitenziario e della realtà carceraria, segue la produzione legislativa in materia penitenziaria, organizza e attua il monitoraggio della situazione carceraria.

I contatti con la direzione della casa circondariale di Modena e con la direzione della casa di reclusione di Castelfranco sono serviti ad avere i reali aggiornamenti sullo stato di salute in cui versano i detenuti dei due istituti di pena. L’amministrazione, sotto il vigile occhio degli avvocati preoccupati per i loro assistiti, ha fornito un profilo rassicurante per quel che riguarda il carcere di Castelfranco: non vi sono casi di positività né tra i detenuti né gli internati e le attività continuano nel rispetto delle prescrizioni sanitarie. Dunque nessuna eventuale criticità sanitarie all’interno della casa di reclusione.

Diverso e più difficile appare invece il contesto sanitario della casa circondariale di Modena: 38 casi di positività tra i detenuti, di cui però solo 5 risultati con sintomi lievi e 27 casi di positività tra il personale carcerario. Tra i detenuti a Modena il numero dei vaccinati con la terza dose raggiunge la percentuale del 45%, mentre a Castelfranco la campagna vaccinale è stata assoluta.

Stante la situazione, la direttrice Anna Albano ha comunicato agli avvocati che dalla scorsa settimana sono già state interrotte le attività trattamentali rivolte a gruppi misti di detenuti ubicati nelle diverse sezioni detentive provvedendo, nei confronti dei detenuti positivi o interessati da contatti stretti, ad una differenziata e separata dislocazione all’interno dei reparti detentivi.

«Le notizie in carcere – spiega Roberto Ricco, presidente della Camera Penale modenese – arrivano spesso frammentarie e basta un attimo perché creino preoccupazioni aggiuntive. Speriamo presto di poter tornare ad avere i nostri assistiti in presenza nelle aule di tribunale perché il contatto umano è importante e talvolta vale di più rispetto alle udienze seguite da remoto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google