Gazzetta di Modena

Modena

Serramazzoni 

«In Comune tre anni di disastri Adesso la giunta si dimetta»

D.M.
«In Comune tre anni di disastri Adesso la giunta si dimetta»

I 5 Stelle fotografano senza sconti i risultati dell’amministrazione Bartolacelli: dalle scuole fantasma alle criticità di bilancio e le continue dimissioni negli uffici

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Serramazzoni. «Il disastro amministrativo è sotto gli occhi di tutti: non ci rimane che chiedere con forza le dimissioni di questa giunta».

Non usa giri di parole il gruppo consiliare 5 Stelle di Serra (Francesca Marzani, Paola Guaitoli, Giorgia Tollari) nel trarre un bilancio dei risultati dell’amministrazione Bartolacelli dopo tre anni e all’inizio del quarto. «L’azione amministrativa e il percorso realizzato sono fallimentari – scrivono in una nota – questa amministrazione ha eroso la speranza e la fiducia dei cittadini e ha mostrato di non avere capacità di risollevare le sorti del paese».

Primo nodo ovviamente la scelta di costruire le nuove scuole alla Bastiglia, sul campo in erba dello stadio: «Un luogo difficilmente raggiungibile dalle frazioni e dove lo spazio è insufficiente per dare vita alla struttura poliedrica che sarebbe tanto servita a Serra. Così si condanna il centro del paese al degrado urbanistico per molti anni: sarà infatti impossibile provvedere in tempi ragionevoli al recupero dei vecchi edifici scolastici». Una scelta portata avanti «con una totale incapacità di ascolto e di dialogo con i cittadini e i consiglieri». Per i tanti Consigli comunali che si sono succeduti in questi anni, non sono mai stati convocati gli incontri capigruppo.

Ma ora c’è anche un grave problema di funzionamento base del Comune: «Molti cittadini lamentano difficoltà, mancanza di trasparenza e di rispetto dei tempi nell’evasione delle pratiche. Gli uffici sono in difficoltà per mancanza di personale e quello rimasto lamenta trattamenti antisindacali. Si tenta di sostituire il personale mancante, ma dopo poco tempo i nuovi assunti lasciano, e anche chi era in ufficio da lunga data chiede di essere spostato altrove: gli uffici Urbanistica, Lavori pubblici, Commercio, Cultura, Scuola e altri hanno visto l’avvicendarsi continuo di impiegati. Su questi abbandoni sorge spontanea qualche domanda. I posti liberi non trovano copertura e la macchina comunale rimane “senza ruote”. Per non parlare dei servizi alla persona, per i quali avere un appuntamento con i responsabili è diventato quasi un privilegio».

In questo contesto, c’è stato un forte ricorso a incarichi esterni, «con impegni di spesa sempre maggiori». Il problema soldi si è manifestato con continue variazioni al bilancio. E ovviamente col polo scolastico: «Gli impegni economici assunti per il polo, molto più ingenti rispetto a quanto si potesse auspicare, hanno pregiudicato qualsiasi progettualità negli altri settori. Tanto che il revisore ha bocciato due volte la salvaguardia degli equilibri di bilancio 2021-23, e al terzo tentativo il suo sì è stato subordinato a numerose prescrizioni per non far fallire il Comune. La vendita dell’ultimo bene di proprietà, la rete gas, presentata dal sindaco come la soluzione a tutti i problemi, non assicura le entrate per fronteggiare gli esborsi della Patrimoniale. Ci hanno molto allarmato a dicembre le improvvise dimissioni del revisore».

«Oltre a non aver realizzato il polo nei tempi promessi (la pandemia non ha fermato i lavori pubblici in molti altri Comuni), la giunta ha privato gli anziani di spazi di incontro e di ricreazione senza dare alternative, ha chiuso definitivamente la piscina, privato gli sportivi del palazzetto, delle palestre geodetica e Coni, dello stadio, dei campi da tennis e del Laghetto delle More. Tolti perfino i giochi per i bimbi in pineta. Hanno trascurato i cimiteri, le strade, il decoro urbano, si sono dimenticati dei commercianti che, insieme al volontariato, hanno cercato di promuovere il territorio da soli. L’azione dell’amministrazione ha impoverito il paese lasciando senza speranza anche molti che avevano votato questa maggioranza».



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