La fototrappola conferma: i lupi ci sono «Basta scuse, servono provvedimenti»
Due giovani, approfittando di una carcassa, documentano la predazione notturna di tre grossi esemplari a Medola
Montefiorino. «I lupi ci sono eccome in giro: sono tanti e in ottima forma, ve li mostriamo».
A parlare sono due giovani di Montefiorino, Paolo Gaetti e Francesco Stefani, di 37 e 35 anni, entrambi della borgata di Medola, immersa nel verde a poca distanza dalla frazione di Lago. Il caso della renna delle Piane trovata sbranata nel bosco sabato li ha spinti a farsi avanti con un documento fotografico che accerta la presenza dei lupi nei boschi della zona, senza possibilità di confonderli con i cani selvatici tanto accusati in passato. A fronte di diverse uccisioni di animali domestici qui intorno, i due, anche loro un po’ esasperati dalla situazione, da tempo avevano voglia di investigare per capire chi ci fosse dietro, e nei giorni scorsi hanno avuto l’occasione per tendere una trappola ai predatori, anzi una fototrappola. Lo spunto è stata la morte il 28 dicembre di una mucca di razza limousine tenuta al pascolo con altre proprio lì a Medola. Sapendo che il giorno dopo il proprietario sarebbe venuto a prenderla per lo smaltimento, i due hanno pensato che nella notte molto probabilmente qualche lupo ne avrebbe approfittato. E allora sono passati all’azione: in quattro e quattr’otto hanno posizionato su un albero vicino alla carcassa una fotocamera a infrarossi dotata di una batteria che le permetteva di stare accesa tutta la notte, e di una tecnologia che faceva partire la registrazione video se si rilevava un movimento nel campo dell’obiettivo, ovviamente puntato sui resti della mucca.
La trappola ha funzionato benissimo: alle 3.11 di notte, ormai già del 29 dicembre, la camera ha registrato l’arrivo di non uno ma tre lupi, belli in carne, che hanno fatto man bassa della carcassa. Poi, una volta sazi, sono andati via, sempre insieme. L’inquadratura lascia ben pochi dubbi sul fatto che si tratti di lupi, e dà tre elementi di riflessione. Intanto le ottime condizioni degli esemplari, evidentemente ben nutriti grazie alle loro precedenti azioni di caccia. In passato infatti si è parlato dei lupi in Appennino come di pochi esemplari tendenzialmente deboli. Poi l’arrivo di tre lupi insieme conferma la presenza di branchi, che in una notte di caccia possono fare molti chilometri. Il terzo aspetto è legato al caso delle Piane: se i resti della renna sono stati trovati il 15 gennaio a Palagano, a poca distanza da qui, è plausibile un attacco da parte dei lupi accertati a Medola solo due settimane prima. Forse anche degli stessi esemplari.
Intanto gli autori del video fanno le loro considerazioni: «Siamo riusciti a fotografare i lupi al primo tentativo: l’occasione della mucca morta era ghiotta, certo, ma evidentemente battono la zona con una certa costanza – osserva Paolo – del resto qui ormai nessuno tiene più i cani fuori in cortile, perché ce ne sono già stati troppi sbranati. Stiamo mostrando in giro il video dei tre lupi che abbiamo immortalato per dare conferma alla gente di quello che qui tutti sospettavano da tempo: una presenza consistente su cui occorrerebbe una riflessione da parte degli organi istituzionali. Sono belli in carne, energici, arrivati a 10 metri dalla strada: è davvero possibile la loro convivenza con gli allevamenti e le attività umane senza far nulla? Non sono diventati troppi? Io a primavera ne ho visti otto in un campo. Per me bisogna fare qualcosa, e non sono l’unico qui a pensarlo».
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