Viaggio allo zoo San Possidonio dove gli animali sono di casa
Più cani che cittadini ma anche tanti gatti, caprette e pure una cavia peruviana «È normale averli con noi». Il sindaco Casari: «Ci sono spazi e il Ceas fa il resto»
san possidonio. Dal rapporto annuale di Legambiente è emerso che, di questi tempi difficili, gli animali risultano poco curati in genere dalle pubbliche amministrazioni, Modena e provincia però fanno eccezione. L’aspetto più sorprendente della nostra provincia è quello dell’anagrafe canina dove il primo comune in Italia per iscrizioni risulta essere San Possidonio, che vanta una media di due animali d’affezione per cittadino.
Ed in effetti se camminando per le strade non è difficile incontrare persone a spasso con il proprio cane, in paese ci confermano che tantissimi sono anche i possessori di gatti e di altri animali, che se per loro natura non si possono considerare proprio di affezione, in realtà nelle famiglie sono diventati tali.
«Con noi abitano ben cinque animali – racconta Donatella Taffa, dell’azienda agricola Steffanini Vico, specializzata nella produzione di mele Campanine che di certo conferma quanto messo in evidenza dalla ricerca di Legambiente – Condividere i nostri spazi domestici con tanti animali è sempre sembrata una cosa naturale. In casa abbiamo Tiffani e Ludovica, due grandi gattone maculate e in cortile vivono la cavalla Priscilla, la capra Carlotta e una cavia peruviana. Non potremmo immaginare la nostra vita senza di loro».
A commentare il dato di Legambiente è anche il sindaco Carlo Casari: «Effettivamente sono tantissime le famiglie che possiedono animali domestici nel nostro Comune, sicuramente grazie anche alla distribuzione delle abitazioni sul territorio perlopiù dislocate in campagna e quindi con ampie pertinenze cortilive a disposizione, ma io sono convinto che questa grande sensibilità e affezione sia dovuta soprattutto all’ottimo lavoro che in tutti questi anni ha compiuto il Ceas (Centro di educazione alla sostenibilità) La Raganella: un servizio dell'Unione Area Nord, riconosciuto dalla Regione come uno dei 38 centri di Educazione alla Sostenibilità che ha promosso e sensibilizzato alunni e cittadini sulla necessità di rendere più sostenibile il nostro modo di vivere, per salvaguardare il pianeta con un’attenzione particolare anche alla tutela degli animali sia selvatici che di compagnia».
«Il Ceas infatti – specifica Sabrina Rebecchi, responsabile del servizio – è stato l’ente che ha reso possibile il grande progetto di ristrutturazione del canile di Mirandola, seguendo scrupolosamente le linee guida sui canili della Regione che sono tra le più rigorose e all’avanguardia d’Italia. Peraltro, grazie anche al prezioso lavoro delle volontarie dell’associazione “Isola del vagabondo”, che gestisce il canile, sono tantissimi i cani che ogni anno vengono dati in adozione a famiglie e persone iper selezionate. Nello stesso tempo ci tengo però anche a sottolineare che purtroppo si continuano a rilevare fenomeni di rinunce di cani da parte delle famiglie davvero spiacevoli e con motivazioni estremamente futili. È bene allora continuare ad educare la popolazione, a partire dall’infanzia, al rispetto degli animali in generale ed in particolare quelli domestici che, una volta in famiglia, ne diventano membri a tutti gli effetti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
