Gazzetta di Modena

Modena

il confronto 

Gli agricoltori alzano la voce «Le associazioni ci escludono»

S.A.
Gli agricoltori alzano la voce «Le associazioni ci escludono»

Accuse della base dopo l’incontro con assessore regionale e tavolo con il Comune «C’è tanto da discutere, ma non veniamo coinvolti e si ottengono solo briciole»

2 MINUTI DI LETTURA





«Non siamo stati informati della nascita del tavolo di confronto tra le nostre associazioni e il Comune. Peccato, perché se fossimo stati considerati avremmo avuto parecchi punti da mettere sul piatto. Invece, non è stato possibile conferire preventivamente sulle nostre esigenze con i nostri rappresentanti».

È sul piede di guerra un nutrito gruppo di agricoltori, che si sente escluso dai vertici. Oggetto del contendere: i referenti della propria categoria hanno incontrato le istituzioni pubbliche per trattare dei problemi generali e locali del settore, senza averne prima consultato i componenti, i quali hanno appreso solo successivamente del confronto. Tra questi agricoltori ci sono Paolo Vincenzi, Paolo Stevanin e Massimo Silvestri, insieme ad altri colleghi.

L’appuntamento cui il gruppo si riferisce è quello in seguito al quale è stato annunciato il gruppo di lavoro composto da amministrazione comunale e associazioni di categoria per discutere e confrontarsi sui problemi del settore. Incontro, al quale ha preso parte l’assessore regionale Alessio Mammi, in cui il comparto è stato descritto come “vivace e propositivo” a livello locale.

«Esprimiamo il nostro disappunto per non essere stati coinvolti e mancavano anche caseifici, cooperative, cantine sociali… – continua Vincenzi – Sarebbe stata un’occasione interessante non soltanto per Carpi, ma per fare il punto su un territorio più esteso. Io, ad esempio, sono di Soliera e il Piano urbanistico generale coinvolgerà non soltanto la città più grande dell’Unione, ma anche gli altri paesi. Altro punto fondamentale: i fondi. Sono ormai mesi che vengono snocciolati contributi, piani per lo sviluppo rurale e si parla di milioni e milioni di cui a noi arrivano soltanto le briciole. E i problemi di liquidità ci sono. Il tanto decantato “made in Italy” ha bisogno di mezzi tecnici con cui essere prodotti. E senza soldi come si fa a garantire l’eccellenza? È inevitabile che la macchina si inceppi».

Inoltre, se l’agricoltura non è si è fermata durante la prima ondata del Covid perché appartenente a un settore essenziale, in seguito il comparto si è trovato di fronte a numerosi problemi. «Tra questi, la difficoltà di reperimento della manodopera – continua Vincenzi – Questo soprattutto a causa del green pass. Se uno straniero non è vaccinato, non può venire in Italia e di italiani che vogliono lavorare in agricoltura se ne contano pochissimi. Chiediamo, quindi, un maggiore coinvolgimento degli agricoltori – conclude l’esponente del comparto – Noi diamo mandato in bianco ai nostri rappresentanti e spesso le conclusioni non sono della nostra taglia, ma ricavate senza confronto fra associazioni e associati. Ci sentiamo poco rappresentati e poco coinvolti».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google