Gli agricoltori alzano la voce «Le associazioni ci escludono»
Accuse della base dopo l’incontro con assessore regionale e tavolo con il Comune «C’è tanto da discutere, ma non veniamo coinvolti e si ottengono solo briciole»
«Non siamo stati informati della nascita del tavolo di confronto tra le nostre associazioni e il Comune. Peccato, perché se fossimo stati considerati avremmo avuto parecchi punti da mettere sul piatto. Invece, non è stato possibile conferire preventivamente sulle nostre esigenze con i nostri rappresentanti».
È sul piede di guerra un nutrito gruppo di agricoltori, che si sente escluso dai vertici. Oggetto del contendere: i referenti della propria categoria hanno incontrato le istituzioni pubbliche per trattare dei problemi generali e locali del settore, senza averne prima consultato i componenti, i quali hanno appreso solo successivamente del confronto. Tra questi agricoltori ci sono Paolo Vincenzi, Paolo Stevanin e Massimo Silvestri, insieme ad altri colleghi.
L’appuntamento cui il gruppo si riferisce è quello in seguito al quale è stato annunciato il gruppo di lavoro composto da amministrazione comunale e associazioni di categoria per discutere e confrontarsi sui problemi del settore. Incontro, al quale ha preso parte l’assessore regionale Alessio Mammi, in cui il comparto è stato descritto come “vivace e propositivo” a livello locale.
«Esprimiamo il nostro disappunto per non essere stati coinvolti e mancavano anche caseifici, cooperative, cantine sociali… – continua Vincenzi – Sarebbe stata un’occasione interessante non soltanto per Carpi, ma per fare il punto su un territorio più esteso. Io, ad esempio, sono di Soliera e il Piano urbanistico generale coinvolgerà non soltanto la città più grande dell’Unione, ma anche gli altri paesi. Altro punto fondamentale: i fondi. Sono ormai mesi che vengono snocciolati contributi, piani per lo sviluppo rurale e si parla di milioni e milioni di cui a noi arrivano soltanto le briciole. E i problemi di liquidità ci sono. Il tanto decantato “made in Italy” ha bisogno di mezzi tecnici con cui essere prodotti. E senza soldi come si fa a garantire l’eccellenza? È inevitabile che la macchina si inceppi».
Inoltre, se l’agricoltura non è si è fermata durante la prima ondata del Covid perché appartenente a un settore essenziale, in seguito il comparto si è trovato di fronte a numerosi problemi. «Tra questi, la difficoltà di reperimento della manodopera – continua Vincenzi – Questo soprattutto a causa del green pass. Se uno straniero non è vaccinato, non può venire in Italia e di italiani che vogliono lavorare in agricoltura se ne contano pochissimi. Chiediamo, quindi, un maggiore coinvolgimento degli agricoltori – conclude l’esponente del comparto – Noi diamo mandato in bianco ai nostri rappresentanti e spesso le conclusioni non sono della nostra taglia, ma ricavate senza confronto fra associazioni e associati. Ci sentiamo poco rappresentati e poco coinvolti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
