Investì due giovani dopo la loro folle corsa: ora chiede l’abbreviato
San Cesario. Ha chiesto il rito abbreviato il 50enne milanese alla guida dell’auto che nella notte tra il 18 e il 19 maggio 2019 travolse e uccise Luigi Visconti, 39 anni, e Fausto Dal Moro, 36enne, sull’autostrada all’altezza di San Cesario.
Originario di Napoli il primo e di Padova il secondo, vivevano da tempo a Reggio Emilia. Quella notte furono protagonisti di una follia stradale: partiti da Reggio, con la loro Bmw 320 (alla guida Visconti) si lanciarono a tutta velocità in autostrada A1 per raggiungere Rovigo, dove volevano passare il sabato sera. Come già fatto un’altra volta, documentarono la performance ai 220 km/h con un video postato sulla pagina Facebook di Dal Moro pochi istanti prima della perdita di controllo dell’auto, andata a sbattere più volte contro il guardrail di destra e di sinistra, per poi finire accanto alla corsia di sorpasso. «Facciamogli vedere a quanto andiamo... siamo solo ai 200, faglielo vedere a quanto andiamo – dice Luigi nel video – va sempre a cannella, questa macchina è un mostro…».
Poi l’incidente: morte in diretta. Non però per lo schianto: i due infatti riuscirono a scendere dalla macchina, ma vennero falciati da un’altra auto che sopraggiungeva, guidata appunto dal milanese, che ora deve rispondere di duplice omicidio colposo. Ieri a processo i famigliari delle vittime, rappresentati dall’avvocato Carlo Caradente Giarrusso, si sono costituiti parte civile, mentre la difesa ha depositato una consulenza tecnica. Il giudice il 6 maggio dovrà stabilire se l’investimento era evitabile.
D.M.
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